L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 maggio 2019

Gioia Tauro - Diego Fusaro è candidato sindaco

Gioia Tauro, Fusaro apre la campagna elettorale e punta sulla cultura

Il filosofo marxista candidato a sindaco: «Ho accettato di candidarmi perché crediamo che la rinascenza dell'Italia debba ripartire dal paese che è più in difficoltà»
di Francesco Altomonte 

sabato 11 maggio 2019 11:47


A sentirlo parlare in piazza dell’Incontro sarà apparso a molti come un alieno. Diego Fusaro, candidato a sindaco di Gioia Tauro, ha dato il via ufficialmente alla campagna elettorale. Il filosofo marxista è stato accompagnato, così come avviene in tutte le sue apparizioni in città, da Francesco Toscano, animatore della lista Risorgimento meridionale per l’Italia e maggiore sponsor di Fusaro nella corsa a palazzo Sant’Ippolito. Ma su quali presupposti il filosofo ha accettato la candidatura a Gioia Tauro?

«Ho deciso di accettare la candidatura – ha dichiarato Fusaro – in primo luogo per l’amicizia e il rapporto di collaborazione politica e culturale che mi lega a Francesco Toscano; e poi perché noi crediamo che la rinascenza dell’Italia debba ripartire dal paese che è più in difficoltà». 

Gioia Tauro è una realtà difficile da amministrare, complessa e piena di contraddizioni. Fusaro, però, pare avere idee chiare sui problemi della città. «Questa città ha dalla sua – ha aggiunto il candidato a sindaco – la natura e lo splendore del territorio, ma al tempo stesso è una terra in difficoltà: pensiamo al porto che potrebbe fare da traino all’economia e che invece è in perenne affanno, la microimprenditorialità che non riesce a decollare».

La connessione tra locale e nazionale e la cultura sono, quindi, per Fusaro, le basi su cui fondare la rinascita di Gioia Tauro.

«Io mi occuperò principalmente di cultura – ha concluso Fusaro – sulle questioni più strettamente amministrative avrà un ruolo centrale Francesco Toscano che è di Gioia Tauro e più addentro di me a certe tematiche. Credo, però, che occorra partire da una solida cultura del locale, che non è il municipalismo che emarginerebbe la città, ma la connessione tra il locale e il nazionale. Inoltre, mi piacerebbe potenziare l’area della biblioteca, o le attività culturali che non mi piace chiamare festival, perché la logica del festival è intrinsecamente non culturale, ma attività culturali che promuovano la nostra storia».

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