L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 31 maggio 2019

I generali in pensione rispondono all'unanimità agli ordini di Washington boicottando il 2 giugno

POLITICA
31/05/2019 16:08 CEST | Aggiornato 5 ore fa

La rivolta dei generali: "Non andiamo alla parata del 2 giugno"

Arpino, Tricarico e Camporini annunciano che non parteciperanno all'evento dedicato alle Forze Armate

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“Alla parata non ci sarò, attendo un clima più sereno”, con queste parole - affidate all’AdnKronos, il generale Mario Arpino - già capo dello Stato della Difesa - annuncia che non parteciperanno al tradizionale evento del 2 giugno. Non è il solo ad aver preso questa decisone: con lui ci sono Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore della Difesa, e Leonardo Tricarico, in passato capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. “Non è tollerabile - spiega ancora Arpino - la gogna mediatica a cui sono stati sottoposti i pensionati. Non ne faccio una questione personale: trovo inaccettabile sentire parlare di pensioni d’oro, quasi incitando all’odio di classe”.

“Sarebbe ipocrita da parte mia - prosegue - stringere le mani di chi ha tagliato le pensioni. Non è una colpa, ma un merito avere una pensione più alta per chi ha lavorato tutta la vita. Io ho cumulativamente 55 anni di servizio. Non mi sembra che l’atteggiamento di alcuni ministri sia giusto. Penso che l’indecisione di questo governo su tantissimi temi sia molto grave. Le questioni militari, penso ad esempio agli F-35, sono passate completamente in secondo piano”.

Dal canto suo, invece, Tricarico dichiara di non poter partecipare allo stesso evento insieme con chi lavora per indebolire le forze armate: “Non parteciperò perché sarebbe ipocrita applaudire i nostri soldati in compagnia di soggetti che stanno contribuendo a un progressivo e, per certi versi, irreversibile indebolimento delle Forze Armate”. Il dito dell’ex vertice dell’Aeronautica è puntato contro il governo Lega-M5s o, almeno, contro una parte di esso: “Una componente della maggioranza giallo-verde - lamenta il generale - sta portando avanti un atteggiamento ostile nei confronti di una delle poche Istituzioni che funzionano bene in Italia: le Forze Armate, Per di più, noi generali in pensione veniamo trattati dei malfattori per via della polemica sulle così dette pensioni d’oro”. Nello spiegare le sue motivazioni chiama in causa il vicepremier 5 stelle: “Addirittura Luigi Di Maio pronunciò la frase ‘si debbono vergognare’. Non capisco di cosa dovrei vergognarmi. Ho servito lealmente il mio Paese per 40 anni, rischiando la vita su un aeroplano”.

Camporini, invece, affida il suo pensiero a Facebook: “Comunico a tutti gli amici che quest’anno ho deciso di non accettare l’invito ad assistere alle celebrazioni del 2 Giugno in via dei Fori imperiali: troppe le disattenzioni del governo nei confronti dei temi della Difesa, spesso snaturata con una ipocrita enfasi sul ‘dual use’, a partire dalla perdurante mancata presentazione del ‘decreto missioni’, dalla sostanziale paralisi delle attività amministrative per l’ammodernamento dei mezzi, da dichiarazioni di vuoto pacifismo del presidente del Consiglio e potrei continuare. Sono assolutamente certo che nessuno sarà sconvolto dalla mia assenza, ma personalmente non me la sento di avallare ipocritamente con la mia presenza una gestione che sta minando un’istituzione di cui il Paese deve essere orgoglioso”.

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