L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 maggio 2019

La Sharia entra come nel burro in Germania - La poligamia potrebbe essere legalizzata, questo è il Politicamente Corretto

“Legalizzare la poligamia”/ Legge Spd e il matrimonio ‘sottomesso’ all’Islam

16.05.2019 - Niccolò Magnani

“Legalizzare la poligamia per integrare gli stranieri islamici”: è bufera sulla proposta della Ministra della Giustizia Spd. Il matrimonio “sottomesso” all’Islam

Matrimonio (Pixabay, 2019)

In un futuro forse non troppo lontano la Germania – e non solo loro – potrebbero ritenere come assoluta normalità non solo i matrimoni tra omosessuali (ormai largamente diffuso quasi dovunque) ma anche la poligamia, prossimo “tabù” pronto a decadere vedendo quanto la proposta della Spd tedesca stia divenendo un vero e proprio caso nazionale. Come ben racconto oggi Piscitelli su la Verità, in Germania la poligamia resta un reato ma a breve potrebbe cambiare tutto: «gli stranieri che si trovano nella condizione di avere più mogli possono ottenere la cittadinanza tedesca senza che la loro precedente condizione coniugale venga messa in discussione oppure provochi conseguenze». È questo il senso della proposta della Ministra Federale della Giustizia, la socialdemocratica Katarina Barley, presentato in questi giorni al Bundestag: la sinistra tedesca intende avanzare l’ipotesi per cui eliminare ogni qualsiasi veto alla naturalizzazione di stranieri poligami e addirittura di riconoscere i matrimoni già contratti nei paesi d’ origine. Il “cavallo di Troia” culturale, è sempre il medesimo ovvero quello di affermare «cosa cambia alla gente se quei casi di stranieri restano poligami come hanno scelto per loro natura?». E in effetti nulla, oppure tutto: i dettagli nella vita di tutti i giorni e nella società che si evolve così in fretta non sempre vanno “esclusi”. Il rischio fortissimo è consegnare nel tempo il concetto stesso e la realtà umana del matrimonio alla più totale “sottomissione” al disvalore – secondo la nostra viva tradizione di coppia, o almeno per quelli che ancora la incarnano – delle “più mogli” dell’Islam.

BUFERA SU LEGGE SPD: “LEGALIZZARE LA POLIGAMIA”

«Il disegno di legge del ministero della Giustizia pone l’ ordinamento giuridico di fronte a un bivio: o accettare una disparità di trattamento a tutto favore degli stranieri naturalizzati o aprire di fatto la strada alla introduzione della poligamia nel quadro normativo tedesco», ben analizza l’articolo de La Verità. A contrapporsi alla proposta della Ministra Spd è il Ministro dell’Interno (leader della Csu bavarese) Horst Seehofer che rilancia «la proposta della Barley è una idea pericolosa, che espone la Germania a un pericoloso piano inclinato»: il rischio infatti è che tutte le “mogli” possano aver accesso ad analoghi diritti e bonus, idem per i sussidi che spettano ad ogni minorenne nei land tedeschi. È bufera, come prevedibile che sia, ma il rischio ulteriore è che anche sul fronte della poligamia si rimanga sempre in una contrapposta “lotta” di opposte ideologie: “ancorati alla tradizione” contro “progressismo dei diritti”, perdendo di vista quel nesso con la realtà che poi sono le storie delle persone, il valore delle proprie fedi e tradizioni e l’effettiva “carnalità” di una realtà tanto complessa quanto centrale come quella del matrimonio. Se per assurdo in Germania (o perché no, in Italia?) si estendesse la cultura del “pro-poligamia” e si volesse poi frenarla con la legge, la battaglia sarebbe già persa: non è con la legge che si cambiano le coscienze, ma solo con l’educazione e la testimonianza continua di quale sia l’importanza e la “convenienza umana” di un matrimonio che valorizzi tutta l’unicità di uomo e donna in relazione.

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