L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 maggio 2019

Moneta Complementare - arrivano i mini bot, il maledetto euro viene bypassato

Maggio 30, 2019 posted by Fabio Lugano
MINIBOT PIU’ VICINI. PRIMO PASSO PER RILANCIARE L’ECONOMIA E SFA..TARE MOSCOVICI.


Martedì, nel silenzio più totale (solo Dragoni da La Verità e Pritchard su Telegraph hanno ripreso la notizia, ) una mozione della Camera dei Deputati votata all’unanimità ha approvato l’introduzione dei famosi Minibot a pagamento dei crediti privati verso la pubblica amministrazione.

La misura permetterà la liquidazione dei circa 70 miliardi di crediti che le aziende private vantano nei confronti dello stato, e che stanno mettendo in crisi il sistema produttivo italiano legato al settore pubblico. Ci sono aziende che sono sull’orlo del fallimento per non aver ancora ricevuto i pagamenti stessi, talvolta in ritardo da anni, e che si sono dovute indebitare a titolo oneroso con il settore bancario. La norma prevede che quindi siano pagate con mini titoli di stato, trasferibili al portatore, evidentemente in una prima fase in forma digitale, quindi in forma telematica, per poter potenzialmente essere trasferiti in forma cartacea, secondo il disegno a suo tempo previsto da Claudio Borghi. I tagli saranno da 100 a 5 euro e rappresenteranno dei crediti d’imposta utilizzabili per il pagamento delle imposte e delle prestazioni previdenziali, ma, essendo trasferiti, potranno essere ceduti a terzi per il pagamento.

La differenza con l’Euro è che questi strumenti non sono una valuta “In senso stretto”, sia perchè il loro valore facciale è in euro, sia perchè non esiste il cosiddetto “Corso Forzoso”, cioè l’obbligo legale di accettare il buono in pagamento. L’accettazione sarà su base volontaria, ma la diffusione ne determinerà il successo o meno: infatti se i buoni fossero immediatamente impiegati per il pagamento delle imposte la loro circolazione sarebbe minima, mentre se attivassero un circuito di pagamento parallelo, come nella speranza del governo potrebbero essere di forte stimolo all’economia.

La misura, oltre a saldare il valore dei crediti, rimettendo parzialmente in bonis le aziende, avrebbe anche il vantaggi, se avesse successo come circolazione, di aumentare la massa monetaria M1 italiana, e sottolineiamo italiana, di diversi punti percentuali, e quella esclusivamente legata all’economia reale, non a quella finanziaria come è accaduto per il QE. L’aumento non sarebbe rilevato in termini “Legali”, in quanto manca in corso forzoso, ma nell’uso, elemento che comunque è cioè che interessa per gli effetti economici e di governo.

Quella approvata è solo una mozione, una sorta di “Invito a procedere”. Tocca ora al governo darsi da fare per realizzare la norma di legge e liberare le risorse necessarie.

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