L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 maggio 2019

Pietrangelo Buttafuoco - Il Pensiero Unico, messo alle strette, va in guerra

Salone Torino. Buttafuoco contro il pensiero unico: “Il vero ribelle non è mica un influencer”

Pubblicato il 11 Maggio 2019 da Augusto Grandi
Categorie : Politica

Buone letture contro il pensiero unico degli oscurantisti cavier alla Raimo

Un Pietrangelo Buttafuoco in gran forma interviene al Salone del libro censurato di Torino e, attraverso la figura di Cyrano de Bergerac celebra la disobbedienza e il trattato del ribelle di Junger.

Pochi attimi di libertà al Lingotto. Che permettono di salvare un briciolo di dignità e di decenza di Nicola Lagioia, il grande artefice della censura libraria di quest’anno e che spreca pochi secondi del suo prezioso tempo per presentare Buttafuoco, uomo libero che non deve promuovere un proprio volume bensì gli artefici della ribellione.

Il vero ribelle – sottolinea lo scrittore siciliano – non parlerà al parlamento europeo, non sarà invitato dal Papa. Il vero ribelle non ama le parole. I riferimenti sono espliciti per chi non ha rinunciato al pensiero. Ma per chi non capisce, Buttafuoco è ancora più chiaro.

Si sta preparando il pensiero unico”, avverte. Grazie alla censura, utilizzata come una mannaia. Non cita Raimo, non cita Appendino e Chiamparino. Ma la vergogna del Salone emerge. Oggi – assicura lo scrittore libero – Carmelo Bene verrebbe consegnato alla giustizia. L’uomo ha immaginato un universo di tanti colori, forme, lingue. Ma il pensiero unico non tollera ribellioni. Oggi le tele di Boccioni, Caravaggio sarebbero distrutte.

“È stata costruita una trappola, con un libretto di istruzioni per utilizzo del mondo a dimensione unica”. Ma occorre stare attenti per non confondere il ribelle dall’approfittatore.

“Diffidate delle rivolte che finiscono con una maglietta”, consiglia. E ricorda che il vero ribelle rifugge dalla visibilità. Junger non lavorava nel marketing ed il ribelle non è un influencer. E la censura non è una forma di ribellione.

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