L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 31 maggio 2019

Roma - Il fanfulla vorrebbe fare ma continua a dire No No No alla capitale

Virginia Raggi chiede a Giuseppe Conte l’ok al ‘Salva-Roma’ (dopo il no di Salvini)

Virginia Raggi ha incontrato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in Campidoglio e i due hanno discusso del cosiddetto ‘Salva-Roma’ e della concessioni di più poteri a Roma Capitale. L’incontro tra la sindaca e il capo del governo arriva dopo che Matteo Salvini ha nuovamente bocciato il provvedimento: “Deve essere esteso a tutti i comuni italiani”.

31 MAGGIO 2019 16:09 di Enrico Tata

in foto: Virginia Raggi e Giuseppe Conte

Il cosiddetto ‘Salva Roma', il provvedimento che servirebbe a trasferire allo Stato parte del debito della Capitale, è uno dei temi caldi su cui nelle prossime settimane si misurerà la tenuta del governo gialloblu. Da una parte i 5 Stelle e Virginia Raggi che chiedono a gran voce l'approvazione della norma e dall'altra Matteo Salvini che a più riprese, anche ieri, si è espresso contro, sostenendo che non solo Roma dovrebbe beneficiare di queste agevolazioni, ma che esse dovrebbero riguardare tutti i comuni italiani.

Oggi, complice un evento in Campidoglio, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha incontrato la sindaca Virginia Raggi e hanno discusso proprio del ‘Salva Roma' e della gestione del maxidebito della Capitale che, se l'operazione andrà in porto, non sarà più affidato a una gestione commissariale separata. Al momento di decidere sulla norma contenuta del ‘dl crescita', Salvini era riuscito a strappare un ‘Salva Roma' soft, che in pratica procrastinava tutte le decisioni più importanti a data da destinarsi. Raggi, dopo l'acuirsi delle tensioni interne al governo e dopo i continui attacchi del leader leghista, si è mostrata preoccupata in merito alla questione e ha espresso le sue perplessità al capo del governo. Nell'agenda del governo, ha assicurato Conte, c'è "anche il salva-Roma che è certamente è materia che dovremo decidere a palazzo Chigi nel vertice politico e in quello tecnico. Raggi e conte sono entrati sorridenti e insieme nel Palazzo Senatorio in piazza del Campidoglio e poi si sono affacciati dal balcone che affaccia sul monumento equestre di Marco Aurelio.

A chiedere l'approvazione del ‘Salva Roma' sono stati anche i consiglieri di Fratelli d'Italia, che hanno fermato Conte e gli hanno chiesto un'accelerazione sul provvedimento: 
"Abbiamo approfittato della visita del premier Conte in Campidoglio per catturare per alcuni minuti la sua attenzione al fine di rappresentargli l'esigenza urgente e stringente di approvare il Salva Roma. Non è una battaglia di destra o di sinistra ma semplicemente di una nazione civile che vuole che la propria Capitale sia rispettata".

La sindaca e il presidente del Consiglio hanno partecipato questa mattina al Centenario dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) che si è tenuto nella Sala degli Orazi e dei Curiazi dei Musei capitolini. "L'Organizzazione Internazionale del Lavoro nacque 100 anni fa come strumento di pace, di emancipazione e dei diritti per garantire crescita e sviluppo. Diritti, dignità e futuro sono ancora le parole chiavi dello sforzo che le istituzioni sono chiamate a compiere verso un nuovo progresso sociale", ha dichiarato la sindaca portando il suo saluto ai partecipanti. Presente, come detto Giuseppe Conte, ma assente il ministro del Lavoro e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio.


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