L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 maggio 2019

Roma - quel coacervo di clan, mafie, massonerie , clientele, famigli, cordate, consorterie che compongono il corrotto euroimbecille Pd per anni da Rutelli a Veltroni ad Alemanno hanno schiavizzato la nostra capitale

Pd, la figuraccia alla manifestazione contro Virginia Raggi: il deserto imbarazzante

11 Maggio 2019

L'ultima figuraccia incassata dal Partito democratico di Nicola Zingaretti si è consumata in un clima di mestizia nella centralissima piazza della Repubblica, a Roma, dove i dem speravamo di chiamare a raccolta la folla di chi vuole mandare a casa il sindaco Virginia Raggi. Peccato però che all'evento disastroso ci fossero più giornalisti e fotografi che manifestanti. All'ora fissata per l'inizio della grande adunata, più o meno le 12, a occupare qualche metro dei porticati c'era un ameno manifesto che recitava: "Bye bye Raggi" e alcuni più o meno giovani dem con le bandierine in mano.

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