L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 maggio 2019

Siria - Il protettorato Turco, a Idlib, è terminato, i terroristi tagliagola che hanno messo a soqquadro il paese non hanno più scampo


07 mag 2019
by Redazione

Da dieci giorni scontro aperto tra il fronte siriano-russo e i gruppi di opposizione islamisti: decine di morti, decine di migliaia di sfollati. Termina così la tregua di otto mesi tra Mosca e Ankara che aveva messo in stand by la guerra


di Chiara Cruciati il Manifesto

Roma, 7 maggio 2019, Nena News – Otto mesi di tregua nella provincia occidentale siriana di Idlib sono terminati dieci giorni fa. Da allora è ripresa, senza sosta, la battaglia tra i gruppi di opposizione jihadisti arroccati lì da anni e il fronte russo-siriano. Il bilancio è già consistente: decine di morti, di cui molti civili, due-tre (dipende dalle fonti) ospedali colpiti, decine di migliaia di sfollati che portano a 323mila il numero di rifugiati interni nel nord della Siria dallo scorso settembre.

Motivo dell’escalation nell’ultima enclave delle opposizioni (tuttora sponsorizzate da Ankara) è la campagna governativa e russa volta a fermare gli attacchi che in questi mesi i gruppi islamisti hanno condotto contro basi militari russe e governative e che – accusano Mosca e Damasco – la Turchia non ha fermato.

Diversa la versione dei jihadisti: l’obiettivo del presidente Assad è la ripresa di due autostrade, fondamentali a rimettere in piedi la disastrata economia del paese, la M5 e la M4, che collegano Aleppo a Latakia, sulla costa, e Hama, al centro, giù fino a Damasco e al confine con la Giordania. Ancora ieri le bombe, incessanti dal 26 aprile, hanno colpito il sud di Idlib, oggetto lo scorso settembre dell’accordo tra Russia e Turchia che metteva in stand by la lunga campagna del governo per la ripresa dell’intero territorio nazionale.

Ieri, secondo l’agenzia iraniana Fna, Hayat Tahrir al-Sham (i qaedisti dell’ex al Nusra) avrebbe trasferito il proprio quartier generale al confine con la Turchia per evitare i raid aerei russi, oltre cento nelle ultime 24 ore, capaci di distruggere depositi di armi e postazioni militari a Idlib e Hama. Otto i morti civili negli attacchi, secondo le opposizioni.

Disastrose le condizioni di vita dei tre milioni di civili a Idlib, oltre la metà sfollati interni e familiari degli islamisti trasferiti qui dopo accordi di evacuazione con Assad.

http://nena-news.it/siria-a-idlib-lultima-battaglia-tra-governo-e-jihadisti/

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