L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 29 maggio 2019

Solo dei veri imbecilli possono sostenere che Fca è un'azienda italiana, il futuro è l'idrogeno ma ci vuole visione

Fusione FCA-Renault: la battaglia nel settore elettrico

28 Maggio 2019 - 17:40 

La fusione tra FCA e Renault potrebbe dare impulso alla produzione di nuovi modelli di auto 100% elettriche. Ma la battaglia per il settore EV è dura e sono presenti una lunga lista di concorrenti da affrontare nel mercato Europeo e Mondiale.


La prospettiva della creazione del terzo polo automobilistico mondiale piace ai mercati, ma anche a coloro che vedono nelle auto senza emissioni e nel pieno rispetto dell’ambiente il futuro dei veicoli. FCA e Renault si trovano in questo momento a inseguire le altri grandi case nella corsa all’elettrico, uno dei probabili motivi che potrebbe accelerare la partnership nel settore con la produzione di nuovi modelli. Ma quali sono i concorrenti da battere?

I veicoli elettrici: una realtà in crescita nel mercato delle auto moderne

Quando Elon Musk annunciò la creazione della prima macchina Teslacompletamente elettrica, sembrava essere la realtà di un visionario. Ma è bastato questa nuova idea per far comprendere ai grandi produttori delle auto l’importanza del settore, un mercato che secondo il report della McKinsey & Company, The Trends trasforming mobility’s future, nel 2017 era pari a 1,3 milioni di vendite e che potrebbe raggiungere i 3 milioni di veicoli solo nel 2020. 
In base allo studio sulle tendenze che trasformano il futuro della mobilità “il 20% di tutti i potenziali acquirenti mondiali potrebbero prendere in considerazione per il loro prossimo futuro l’acquisto di un veicolo elettrico, spingendo le case automobilistiche solo nel 2019 a presentare sul mercato ben 120 nuovi modelli".

Il cambiamento della mobilità per gli esperti di McKinsey

L’auto elettrica si colloca in una nuova prospettiva in cui il concetto di mobilità come la conosciamo sta cambiando. L’automobile, come è stato analizzato dallo studio degli analisti di McKinsey, sin dalla sua nascita è stato “un elemento focale per l’innovazione tecnologica e sociale, trasformando in maniera molto profonda il modo in cui le persone vivono, riducendo le distanze e migliorando la loro qualità di vita”.
Anche se non “è chiaro il futuro della mobilità” lo sviluppo si poggerà su quattro elementi chiave che sono ormai ben delineati: automazione, connettività, elettrificazione e mobilità condivisa. L’auto elettrica è per ora il primo settore che ha possibilità di realizzazioni concrete, veloci e economicamente vantaggiose.

La concorrenza delle altre case automobilistiche per FCA-Renault

Le vendite dei veicoli elettrici sono raddoppiate in base annua in diversi mercati anche grazie all’aiuto dei sussidi statali. La Norvegia ne è un esempio con una crescita del 32% rispetto a quelle delle automobili ordinarie, in soli quattro anni dal 2014 al 2018. Sulla stessa strada la Cina con un incremento delle vendite pari al 72% solo nel 2017, seguono gli Stati Unitie la Germania. Un mercato in espansione che ha richiesto una forte risposta da parte delle case automobilistiche.

Come riportato da un’analisi di Milano Finanza, la Germania è tra le prime ad aver risposto a tale esigenza. La Volkswagen si è colloca sul podio delle aziende auto che hanno puntato sui modelli elettrici EV. La casa tedesca ha aggiornato la sua previsione delle stime per i futuri 10 anni con la produzione di 70 nuovi modelli per un investimento di 35 miliardi entro il 2022. 
Al secondo posto si posiziona invece la BMW con un programma di 25 modelli a base elettrica entro il 2015, di cui la metà saranno completamente 100% elettrici.
Da Stoccarda invece arriva la notizia che la Mercedes investirà 10 miliardi di euro finalizzati a una nuova serie di auto a zero emissioni che prenderà il nome di “Eq”.
Al di là dell’Europa la battaglia continua a essere aspra, dato che anche Toyota ha programmato un investimento pari a 13 miliardi di dollari entro il 2030 e l’alleanza Hyunday-Kia ha invece annunciato la messa in produzione di bene 38 modelli per i prossimi sette anni.

La fusione e lo sviluppo del settore elettrico per il nuovo polo automobilistico

La fusione FCA-Renault permetterà al nuovo polo di sfruttare il settore elettrico di Renault dando nuovo impulso alla produzione di auto elettriche già previsto nel piano “Drive the Future di Renault” e che prevede il lancio per il 2022 di 12 auto ibride e 8 al 100% elettriche.
Inoltre si dovrebbe sfruttare anche l’alleanza con la Nissan in modo da garantire l’ampia competenza nel settore dei modelli ibridi ed elettrici e al contempo il piano di 66 miliardi di dollari da sviluppare nei prossimi sette anni che permetterà non solo di invadere il mercato Europeo, ma anche quello asiatico.

Nessun commento:

Posta un commento