L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 giugno 2019

Alberto Negri - gli Stati Uniti non sono un paese normale

Alberto Negri : "Gli Stati Uniti chiedono a Teheran di essere un "Paese normale". Ma loro cosa fanno per diventarlo?"



Che cos’è un Paese “normale”? Forse l’America di Trump che istiga la Gran Bretagna a uscire dall’Unione europea senza pagare un penny? Ce lo deve spiegare il segretario di stato americano Mike Pompeo il quale ha detto per la prima volta che “gli Stati Uniti sono pronti a negoziare con l’Iran senza precondizioni”. Ma immediatamente dopo ha aggiunto: “Lo faremo quando vedremo l'Iran comportarsi come una nazione normale”, il che non è chiaro a cosa possa fare riferimento se non a porre altre condizioni agli iraniani. Forse il rilascio di quattro cittadini Usa detenuti in Iran (alcuni con doppia nazionalità).

Ma non avendo specificato resta il mistero

Meno misterioso è cosa sia davvero un Paese normale. Certo non gli Stati Uniti, che avendo scatenato guerre in tutto il Medio Oriente, dall’Iraq alla Libia, hanno destabilizzato non solo un’intera regione ma anche l’Europa meridionale. E nel caso dell’Iran, prima di questa improvvisa apertura, c’è stata la decisione americana di inviare navi e truppe nel Golfo come tentativo di esercitare una pressione militare sugli iraniani, accusati tra l’altro di avere sabotato navi saudite.

Complicato per Teheran sedersi al tavolo

Se questa pressione fosse destinata a continuare sarebbe assai complicato per Teheran sedersi al tavolo. In realtà la prima condizione per avviare trattive tra Washinton e la repubblica islamica sarebbe l’allentamento della pressione militare americana e dei suoi alleati non soltanto nel Golfo ma anche in tutta la regione: è forse una coincidenza che Israele co i suoi missili abbia colpito in Siria, alleato dell’Iran, le postazioni del governo di Damasco? Il presidente iraniano Hassan Rohani, prima delle dichiarazioni di Pompeo, è stato molto chiaro: l’Iran è disponibile al negoziato se gli Stati Uniti dimostrano di rispettare la dignità dell’Iran.

E Trump finora non ha mostrato di essere molto rispettoso neppure della legalità internazionale visto che ha abbandonato il trattato sul nucleare del 2015 siglato dall’amministrazione Obama senza nessuna vera ragione specifica, visto che Teheran fino a quel momento aveva ottemperato all’accordo secondo gli stessi rapporti presentati dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Gli Usa non sono un Paese normale

Non solo gli Usa non sono un Paese normale ma non vogliono neppure che gli altri lo siano. Usciti dal trattato hanno imposto sanzioni unilaterali sull’Iran impedendo a tutti di fare transazioni con Teheran, sia per l’acquisto di petrolio (tranne alcune esenzioni per pochi mesi che l’Italia tra l’altro non ha sfruttato), sia mettendo sanzioni su banche e società straniere che hanno rapporti d’affari, leciti e legali, con gli iraniani. In poche parole gli Stati Uniti di Trump non vogliono non solo che l’Iran possa sopravvivere ma neppure che gli altri stati abbiano diritto alla loro sovranità. Quello di Trump non è un Paese normale. Ecco perché c’è un certo scetticismo di fronte all’apertura di dialogo annunciata da Pompeo che insieme al segretario alla sicurezza nazionale John Bolton in precedenza aveva minacciato direttamente di volere fare la guerra all’Iran. Gli Stati Uniti chiedono a Teheran di essere un Paese normale ma loro cosa fanno per diventarlo?
*Pubblichiamo su gentile concessione dell'Autore

Notizia del: 03/06/2019

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