L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 giugno 2019

Aspettiamo che il fanfulla vada in Commissione antimafia a riferire, è stato convocato da molto tempo

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Palmeri, la 5Stelle che bloccò l’affare Arata: ‘Magari adesso verranno fuori altre magagne’
Silenzi e FalsitàPOSTED ON GIUGNO 13, 2019



«L’arresto di Paolo Arata? Non mi sorprende molto, magari adesso verranno fuori altre cose interessanti. Altre magagne. Purtroppo, il sistema dei rifiuti si presta a infiltrazioni».

Lo ha detto Valentina Palmeri, deputata 5Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, in un colloquio con l’Adnkronos. L’esponente del M5S riuscì a bloccare la costruzione dell’impianto ‘Biometano Gallitello’, che sarebbe dovuto sorgere a Calatafimi Segesta (Trapani), e che era stato proposto dalla Solgesta Srl. Questa impresa è riconducibile all’ex consulente della Lega Paolo Arata, arrestato ieri per corruzione e autoriciclaggio, e al “re dell’eolico” Vito Nicastri, considerato il “socio occulto” di Arata, anche lui arrestato ieri e già finito in manette nel 2018 perché sospettato di aver coperto e finanziato la latitanza di Messina Denaro.

Palmeri ha parlato con l’Adnkronos del suo intervento in quell’occasione: «In quella vicenda feci un lavoro che abbiamo sempre fatto, anche in altre circostanze, e che poi ha dato questi sviluppi che non potevo certo immaginare. È chiaro che quando facciamo interrogazioni o atti ispettivi in questi ambiti, cioè energia e rifiuti, ci rendiamo conto che sono temi caldi, dove bisogna essere molto cauti».

«In quel caso particolare – ha spiegato Palmeri – c’erano ‘voci di popolo’ che dicevano che dietro quelle istanze c’erano interessi diversi, ma non si può mai avere la certezza. Poi, successivamente, quando ho fatto un approfondimento, ho visto che c’erano delle resistenze e dei ritardi e i fatti hanno poi dimostrato cosa ci fosse dietro».

«Sono state fatte delle verifiche e sono state controllate le telefonate degli interlocutori, così gli inquirenti hanno visto che c’era qualcosa. Ma non avrei mai immaginato che ci fossero dei collegamenti con il governo nazionale,» ha aggiunto riferendosi all’ex sottosegretario della Lega Armando Siri, indagato nell’ambito di un altro filone dell’inchiesta.
 

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