L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 giugno 2019

Bisogna anche imparare a dire No, questo non toglie il fatto che Fca da anni non sia più un'azienda italiana, solo i giornaloni giornalisti Tv e radio italiani vorrebbero falsare la realtà

FCA: Elkann, ecco perché abbiamo interrotto dialogo con Renault

7 Giugno 2019 - 08:30 

Era diventato chiaro, scrive John Elkann in una lettera inviata ai dipendenti di FCA, che il dialogo con Renault non poteva spingersi oltre.


Abbiamo dovuto proteggere gli interessi di Fiat Chrysler. Questa la motivazione che ha spinto il management di FCA a ritirare la proposta di matrimonio con la francese Renault.

È quanto si legge in una lettera a firma John Elkann inviata ai dipendenti di FCA.
FCA: Elkann, siamo stati coraggiosi

Dovevamo proteggere gli interessi di FCA, era chiaro che il dialogo non poteva spingersi oltre. "Ci vuole coraggio per iniziare un dialogo come abbiamo fatto noi”, riporta la missiva.

“Quando però diventa chiaro che le conversazioni sono state portate fino al punto oltre il quale diventa irragionevole spingersi, è necessario essere altrettanto coraggiosi per interromperle e ritornare immediatamente all’importante lavoro che abbiamo da fare".

«La scelta di interrompere il dialogo non è stata presa con leggerezza ma con un obiettivo in mente: la protezione degli interessi della nostra società e di coloro che lavorano qui, tenendo chiaramente in considerazione tutti i nostri stakeholder».
FCA: Elkann, consenso è prova di validità proposta

«Gli scorsi giorni e le scorse settimane sono stati più impegnativi del solito,avendo lavorato per presentare e poi definire la nostra proposta per una fusione trasformativa con Groupe Renault», ha detto il presidente di FCA che non ha perso occasione per lodare «l’impegno, la forza e la creatività di tutte le persone direttamente coinvolte”.

“La decisione di iniziare queste conversazioni con Groupe Renault è stata corretta”, si tratta di una mossa fatta “dopo esserci preparati su tutti i fronti”.

L’ampio consenso che ha ricevuto “è stato un chiaro segnale che il nostro tempismo, così come l’equilibrio di ciò che abbiamo proposto, erano corretti».
FCA: Elkann, pronti a valutare nuove opportunità

«Persino la miglior proposta, come lo era questa ha poche possibilità di raggiungere il successo finale se le sue fondamenta si rivelano alla prova dei fatti instabili».

Lo stop all’operazione con Renault non deve però far pensare che da oggi in avanti FCA chiude la porta ad operazioni di questo tipo: il gruppo è pronto a valutare ogni tipo opportunità che si dovesse presentare.

«Continueremo ad essere aperti a opportunità di ogni tipo che offrano la possibilità di rafforzare e accelerare la realizzazione di questa strategia e la creazione di valore».

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