L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 giugno 2019

E' più facile dire Si che dire No - La retorica propagandista dei Si fasulla come il fanfulla. Saper dire No alle grandi navi che distruggono Venezia dopo anni che si dicono Si solo per guadagnare denaro

post — 3 Giugno 2019 at 01:08


Le immagini che arrivano da Venezia non necessitano di molte parole. Una grande nave ha rischiato di scatenare la tragedia. Guardando i numerosi video ci si chiede come sia ancora possibile che nonostante da anni i cittadini veneziani chiedano il blocco di questi mostri inquinanti all’interno della laguna, ancora nulla sia stato fatto.

Queste navi, portatrici di grossi interessi commerciali e finanziari, scaricano ogni giorno turisti direttamente in centro. Un sistema fatto per arricchire a dismisura i soliti armatori, a scapito di una città tanto meravigliosa quanto fragile, che andrebbe curata e preservata.

Ora le istituzioni scalpitano, strepitano e promettono lo stop delle Grandi Navi, come capita spesso dopo le tragedie (o quelle sfiorate) assistiamo alla gara dei politici nell’assumere una posizione determinata di condanna e di risolutezza, ma sappiamo bene come col tempo questa possa dilatarsi, sfumare, assumere i contorni dei soliti giochi di palazzo e potere, di interesse.

La vita delle persone che vivono i loro territori e provano a proteggerli da modelli predatori e devastanti, non può essere rispettata solo fintanto che i proiettori dei grandi media sono accesi. La vita delle persone non dovrebbe mai essere svenduta per dei profitti.

Da anni moltissimi veneziani si sono organizzati nel comitato NO GRANDI NAVI per chiedere di fermare questo scempio, ma nulla è cambiato. Perché alla fine la politica ci insegna che compromessi ed equilibrismi hanno la meglio su chi deve poi realmente prendere le decisioni.

Ai veneziani, come a tutti coloro che si battono per la propria salute, per la vita propria e dei propri figli, per la tutela dei territori, per la messa in sicurezza delle aree più difficili, non resta che continuare a lottare, infatti è stata convocata sabato 8 giugno una manifestazione per pretendere lo stop definitivo delle Grandi Navi. Qui di seguito il testo dell’indizione della manifestazione del Comitato contro le Grandi Navi:

Ora Basta! Manifestazione No Grandi Navi alle Zattere

TUTTE E TUTTI ALLE ZATTERE, SABATO 8 GIUGNO, ALLE 16.

Per chiedere che le grandi navi vengano spedite
fuori dalla Laguna.
L’incidente odierno, con lo schianto di una grande
nave sulla banchina di S. Basilio, prova quello che sosteniamo da anni. La
città e la laguna sono incompatibili con il passaggio di questi mostri. Non
aspettiamo la tragedia, mettiamo fine a questa vergogna.
Tacitiamo i politici bugiardi che quest’oggi, dopo
anni di asservimento alle compagnie e agli interessi di chi distrugge la città
in nome del profitto, si sono tutti riscoperti no navi. Nessuno può permettersi
di parlare. Brugnaro, Toninelli, Zaia e Musolino. Che tacciano e piuttosto
ascoltino la città, quella che scende in acqua e in piazza da molti anni e che
lo farà ancora una volta, sabato prossimo. E’ il momento di dire basta!
Troviamoci, per organizzare la mobilitazione,
tutte e tutti all’assemblea pubblica del comitato, in programma mercoledì 5
giugno a Sale Docks, ai magazzini del Sale, Dorsoduro 265

Comitato No Grandi Navi

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