L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 giugno 2019

Ebrei feccia dell'umanità e ne sono degni gli ambasciatori statunitensi nelle terre palestinesi

Israele e gli insediamenti della Cisgiordania, se gli Stati Uniti predicano l’annessione

Scritto da Redazione ASICategoria: Politica Estera
Pubblicato: 15 Giugno 2019

(ASI) "La promessa di annettere a Israele gli insediamenti della Cisgiordania - fatta da Benjamin Netanyahu poco prima delle elezioni del 9 aprile – non è caduta nel vuoto.

Oltre all’elettorato israeliano che ha evidentemente premiato il Premier uscente, ci ha pensato l’Ambasciatore USA in Israele David Friedman a raccoglierla, dichiarando, in un’intervista rilasciata al New York Times l’8 giugno, che 'Israele ha il diritto di tenersi forse non tutta ma sicuramente parte della Cisgiordania'. Secondo Friedman, ha sbagliato l’ex Presidente Obama 'a dare credito all’argomento dei palestinesi per cui l’intera Cisgiordania e Gerusalemme Est appartengono a loro', facendo passare la 
Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU 2334 del dicembre 2016 che condannava gli insediamenti. 
Equiparando le risoluzioni delle Nazioni Unite a delle pretese assurde, Friedman suggerisce che l’autonomia della Palestina potrebbe rappresentare “una minaccia per la regione”, mettendo anche in dubbio il fatto che la leadership palestinese potesse avere alcuna voce in capitolo per quanto riguarda il riconoscimento, da parte degli Stati Uniti, di Gerusalemme come capitale di Israele.

Questo non significa negare del tutto la possibilità che si realizzi uno Stato palestinese, argomenta il diplomatico: se Israele mantenesse il controllo della sicurezza in Cisgiordania, in fin dei conti non farebbe qualcosa di molto diverso da quello che fanno 'gli Stati Uniti con le loro truppe in Germania, in Giappone e in Corea', secondo Friedman.

Un ragionamento, questo, prontamente condannato dal Segretario Generale del Comitato Esecutivo dell’OLP, Saeb Erekat, e dal Ministero degli Esteri della Palestina, che ha subito ipotizzato di denunciare Friedman presso la Corte Penale Internazionale (ICC). “Su quale realtà basa le sue convinzioni? – si chiede il Ministero in un comunicato del 12 giugno – Sul diritto internazionale che vieta l’annessione di un territorio con la forza? O sulla realtà imposta dalle forze di occupazione?”.

Dello stesso avviso l’ONG israeliana Peace Now, che tra le altre cose monitora l’espansione delle colonie e che in questa occasione ha immediatamente chiesto al Presidente Trump di rimuovere Friedman dal suo incarico.".

Vedi:





Fonte: Newsletter No 134 del 14 giugno 2019 dell’Ambasciata di Palestina in Italia.

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