L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 giugno 2019

Fico si compiace di essere il cavallo di Troia del Sistema massonico mafioso politico che tifa per l'euroimbecillità e la svendita dell'Italia agli stranieri

Fusaro liquida Fico: ‘È grazie a dichiarazioni come le sue che il M5S perde consensi’ 

Diego Fusaro giudica gravi le esternazioni del Presidente della Camera Roberto Fico che ha dedicato la Festa del 2 giugno anche a migranti e rom.

di Domenico Camodeca (articolo) e Sarah Giannelli (video)
03 giugno 2019 09:55


Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Camera in quota M5S, Roberto Fico, durante le celebrazioni della Festa della Repubblica italiana del 2 giugno, hanno creato un putiferio politico persino peggiore di quello a cui si è assistito durante la recente campagna elettorale per le Europee. La Terza carica dello Stato, infatti, ha pensato bene di dedicare la nostra festività nazionale anche a tutti coloro che si trovano attualmente sul territorio italiano, compresi migranti e rom.

Parole che hanno fatto schiumare di rabbia tutta la destra sovranista, dall’alleato di governo Matteo Salvini alla pasionaria di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Ma Fico è riuscito persino a far perdere le staffe al suo capo politico Luigi Di Maio, il quale ha preso subito le distanze dal collega di Movimento. Una sonora reprimenda nei confronti di Roberto Fico è arrivata anche dal filosofo Diego Fusaro, convinto che, con le sue dichiarazioni avventate, Fico non faccia altro che far perdere altri voti al M5S.

Diego Fusaro critica Roberto Fico

Le dichiarazioni di Roberto Fico e la reazione di Salvini

Roma, domenica 2 giugno 2019, celebrazioni della Festa della Repubblica ai Fori Imperiali. È in questa cornice ufficiale che il Presidente della Camera, Roberto Fico, decide di sparare una bordata che rischia di dare il colpo di grazia alla tenuta già traballante dell’esecutivo gialloverde guidato ancora da Giuseppe Conte. “Oggi è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio - commenta Fico di fronte a telecamere e taccuini - è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui e hanno gli stessi diritti”.

Parole che sono come un cazzotto nello stomaco per il leader della Lega Matteo Salvini il quale, a stretto giro di posta, commenta l’avventata (o premeditata) uscita del politico M5S ammettendo che gli “girano le scatole” e che si tratta di una “mancanza di rispetto verso gli italiani che danno l’anima per la patria”. Insomma, secondo Salvini la Festa del 2 giugno deve essere dedicata “all’Italia e agli italiani”, non certo a migranti e rom.

La rabbia di Di Maio e il commento di Fusaro: ‘L’ha detto veramente’

Non meno dura, anche se con toni differenti, si dimostra la replica del capo politico del M5S, Luigi Di Maio, il quale prende le distanze da Roberto Fico (“su queste questioni siamo molto diversi”) dichiarando che lui non avrebbe “mai alimentato questa polemica di distrazione di massa sui migranti il 2 giugno.

È una sua opinione, lui è il presidente della Camera, io il capo politico del M5S”. Critica replicata poi anche su Facebook, dove Di Maio, in pratica, ha invitato il collega a tacere e a pensare invece al bene del Paese con “fatti concreti”. Più duro del Vicepremier pentastellato si dimostra, invece, Diego Fusaro. Il filosofo, divenuto riferimento culturale del cosiddetto sovranismo italico, bolla Fico come “vessillo fucsia nelle compagini gialloverdi”.

Ironizza scrivendo “l’ha detto davvero”, ma poi affonda il colpo. “Se siete italiani stanziali, vergognatevi. Siete superati dal nuovo paradigma dello sradicato, apolide, sans frontières. È grazie a stolte dichiarazioni come quelle di Fico - conclude Fusaro - che il 5 Stelle perde i consensi.

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