L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 9 giugno 2019

Guerra all'Euroimbecillità - I miniBot scompigliano le menti di chi vuole distruggere l'Italia

Minibot: per Fabio Conditi c’è uno strumento migliore
7 Giugno 2019 - 16:40

Per capire il funzionamento e gli effetti all’interno dell’economia italiana dei Minibot, Money.it ha intervistato il Presidente della fondazione Moneta Positiva Fabio Conditi 



Approvati all’unanimità dalla Camera dei Deputati martedì 28 maggio, i Minibot stanno facendo molto discutere sia a livello nazionale, sia a livello europeo, tant’è che sono stati uno dei temi trattati nella conferenza stampa di ieri del Presidente della BCE Mario Draghi.

Nati con l’obiettivo di accelerare il pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, per molti però i titoli di Stato di piccolo taglio sono soltanto il primo passo di un piano per far uscire unilateralmente l’Italia dall’Euro.

Per capire meglio il funzionamento e i possibili effetti dei Minibot all’interno dell’economia italiana, Money.it ha intervistato il Presidente della fondazione Moneta Positiva Fabio Conditi

Presidente Conditi pensa che l’introduzione dei Minibot sia una soluzione positiva o negativa?


“I Minibot sono una soluzione che fa solo del bene all’Italia, perché dimostrano che lo Stato non deve per forza trovare i soldi aumentando le tasse e riducendo la spesa, ma anche emettendo uno strumento nuovo che permette di effettuare scambi di beni e servizi”.

Ma cosa è essenzialmente il Minibot?

“Il Minibot è sostanzialmente un titolo di Stato, però in forma cartacea e di piccolo taglio. È sempre un debito, ma essendo di piccolo taglio permette di essere utilizzato negli scambi di beni e servizi”.

Per cosa si differenziano dai titoli di Stato e dai biglietti di Stato?

“Il titolo di stato ha una scadenza e un rendimento, il Minibot invece no. Infatti, il denaro non va restituito e non perde mai il suo valore, visto che non ha una scadenza. È simile al biglietto di stato con la differenza che non è ad accettazione obbligatoria, ma ad accettazione volontaria e questo gli permette di essere identificato come una moneta”.

Ieri il presidente della BCE Mario Draghi ha dichiarato: “O sono una valuta, e ciò sarebbe illegale, o producono debito”. È d’accordo?

“Assolutamente no. Come abbiamo già analizzato nelle puntate del corso Make Money, non è illegale per lo Stato creare moneta. Inoltre, non è vero che i Minibot creano debito, perché vengono utilizzati solamente per pagare i debiti che la pubblica amministrazione ha già contabilizzato. Ciò significa che l’emissione dei Minibot non comporta un aumento del debito pubblico”.

Allora quale può essere il punto debole dei Minibot?

“Il limite dei Minibot è che non si tratta di una moneta principale, ma di una secondaria: quella cartacea. Come fa per esempio lo Stato a pagare milioni di euro della pubblica amministrazione con i contanti? Oppure, l’impresa come a fa a pagare le tasse con i Minibot?”

Quale è quindi in base a ciò la soluzione alternativa ai Minibot?


“La soluzione è quella di trasformare i Minibot in moneta elettronica, o meglio, in una moneta fiscale che permette allo Stato di ridurre e pagare le tasse. In sintesi il SIRE. Esso non è altro che un sistema elettronico di gestione delle riduzioni fiscali che lo Stato potrebbe gestire direttamente attraverso il MEF”. 
 

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