L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 giugno 2019

Il Poliscriba razza in estinzione - viva la memoria

A morte la matematica greca! Viva Mahmood! [Il Poliscriba]



Il Poliscriba

COME I MUSULMANI DISTORCONO LA NOSTRA STORIA GRECO-LATINA

Sherif El Sebaie nel 2004 scrisse, polemico e tronfio contro Oriana Fallaci: "Zero in storia alla Fallaci".
Estrapolo dall'articolo pubblicato qui:

http://www.kelebekler.com/occ/fallaci03.htm

questa affermazione che lui definisce storicamente esatta:
"La Trigonometria planare e sferica fu un’invenzione araba. Idem per l’Algebra".
Peccato che nelle nostre scuole ci abbiano, e presto non ci insegneranno più, l'esatto contrario.
Infatti, l'invenzione della trigonometria si può associare, con un certa sicurezza, agli studi astronomici della scuola geometrica di Alessandria.
La città egiziana di Alessandria, che porta il nome di Alessandro Magno il Macedone, che la fondò nel III secolo a. C., fu la capitale del regno ellenistico dei Tolomei fino alla conquista romana.
La sua posizione centrale nel mondo mediterraneo dell'antichità, una politica culturale illuminata da parte dei governanti, che la dotarono di una biblioteca famosa per più di un millennio, una delle sette meraviglie del mondo, fecero di Alessandria il centro della matematica greca fin quasi alla conquista araba, e il ponte attraverso il quale la geometria classica è pervenuta, mediante la tradizione araba, fino all'età moderna.
Il fondatore della trigonometria è probabilmente Ipparco da Rodi (II sec. a. C.), che visse per lo più ad Alessandria, anche se prima di lui avevano trattato brevemente di geometria sferica, Eudosso di Cnido (c. 408-365 a. C.) ed Euclide di Alessandria (III sec. a. C.), meglio noto come l'autore degli Elementi.
Contributi fondamentali alla trigonometria sferica sono dovuti a Teodosio di Tripoli (I sec. a. C.) e Menelao di Alessandria (I-II sec. d. C.), ambedue autori di volumi noti col titolo di Sphaerica.
Ma la maggior parte di notizie sui metodi trigonometrici alessandrini ci vengono dal massimo astronomo dell'antichità: Tolomeo Claudio (II sec. d. C.), che con la sua opera dal titolo Composizione matematica, che poi venne mutato in Grande Composizione dai suoi ammiratori, per poi assumere definitivamente il nome arabo di Almagesto (una derivazione dal greco, che significa Il Massimo), pose le basi della teoria astronomica che dominò la scena scientifica fino al XVII secolo.

http://web.math.unifi.it/…/trigon…/trigonometria/trigo1.html

Ergo, la prima algebra che fu geometrica, fu quindi greca, ma ai musulmani non fa piacere ricordargli che si appropriarono di 2000 anni di cultura precedente sulla quale costruirono anche valenti studi, ma non assolutamente "originari", semmai "originali".

INFATTI

Le opere indiane furono in seguito tradotte ed ampliate dai matematici musulmani.
Gli astronomi arabi studiarono sistematicamente le funzioni circolari, e vi apportano importanti innovazioni e miglioramenti.
La trigonometria araba risente sia della trigonometria greca delle corde che delle tavole indiane del seno. (APPUNTO)
Nella sua trigonometria Al-Battani (850-929 d. C.) conosciuto come Albatenio presenta formule in cui si evidenzia la conoscenza delle funzioni seno e coseno. Ad Abu Nasr Mansua (900 d. C.) viene attribuito il teorema dei seni per la risoluzione dei triangoli qualunque.
Il matematico persiano Muammad ibn Musa al-Kuwarizmi compilò tavole dei seni e delle tangenti, e contribuì anche (non inventò) alla trigonometria sferica.

GRECI VS SEDICENTI PROFESSORI DI MATEMATICA MUSULMANI

Ci erudisce ancora con rinnovata foga sapienzale lo Sherif El Sebaie:
“In realtà, i matematici arabi furono tantissimi (VERO) e il loro apporto fu considerevole (basta pensare a Al Ghazali, a Al Kindi, o a Ibn Qurrah), ma al-Khoarizmi è universalmente conosciuto come il fondatore dell’Algebra (FALSO)"
Questo scienziato, infatti, non solo studiò a fondo la numerazione indiana ma la sviluppò nell'intento di dare soluzioni analitiche alle equazioni lineari e quadratiche. Sviluppò inoltre in dettaglio le tavole trigonometriche contenenti le funzioni del seno e il calcolo dei due errori, che lo portò ad enunciare il concetto di differenziazione 700 anni prima della creazione del calcolo differenziale (FALSO)”.
Ciò che invece risulta storicamente attendibile è:
1) Le prime tavole trigonometriche vengono attribuite a Ipparco di Nicea (180-125 a. C.) considerato il padre fondatore della scienza trigonometrica.
2) Archimede fu il primo ad affrontare problemi geometrici applicando nozioni di meccanica e di statica, riuscendo addirittura a costruire un metodo che anticipava di ben 18 secoli il calcolo integrale (e quindi differenziale)
È significativo che il re dei matematici, Karl Friedrich Gauss, abbia ricevuto il testimone dell’analisi infinitesimale (differenziale) non da un suo contemporaneo, ma da un uomo vissuto ben diciotto secoli prima e giustamente considerato come il re della matematica antica.
Archimede (e non il persiano Al Khoarizmi).

http://www.lilu2.ch/…/lama%20premi…/il_calcolo_integrale.pdf
 

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