L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 giugno 2019

La guerra si avvicina velocemente - Non c'è buona fede negli statunitensi per questo si sono affrettati a gettare olio sul fuoco

Il vice ministro degli Esteri russo Sergej Rjabkov

Petroliere attaccate nel Golfo di Oman, il commento del Ministero Esteri russo

© Sputnik . Mikhail Voskresenskiy
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Mosca esorta tutte le parti a diminuire la tensione nella regione e in primo luogo intorno all’Iran e ritiene che l’attacco di due petroliere nel Golfo di Oman sia espressione della gravità della situazione, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Sergej Rjabkov.
I media iraniani e arabi hanno comunicato che nel Golfo di Oman sono avvenute due esplosioni nell'ambito dell’attacco di due petroliere, appartenenti rispettivamente alla Norvegia e a Panama.
“La situazione è tanto esplosiva che insorge in modo allarmante la probabilità di errori di calcolo o fraintendimenti delle cause e delle conseguenza di queste o altre vicende. Insomma dire che si tratta di un episodio di passaggio sarebbe scorretto. È l’espressione dell’acutezza della situazione in questa regione”, ha detto Rjabkov.
“Sono necessarie misure prima di tutto per la normalizzazione della situazione riguardante l’Iran, bisogna indagare tranquillamente e senza pregiudizi sull’accaduto, senza trarre conclusioni affrettate, che potrebbero solo gettare olio sul fuoco”, ha aggiunto.

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