L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 9 giugno 2019

MiniBot - ci permettono di controllare la liquidità che va all'economia reale e non a quella finanziaria come ha fatto lo stregone maledetto in questi anni

I minibot fanno paura alle Banche d’affari. Ecco perché 

sabato 8 giugno 17:05 - di Stefano Massari
 
 

Prima di entrare nel merito dell’argomento è necessaria una premessa, chi vi scrive non pensa che un’economia possa crescere aumentano a dismisura il debito. Chi vi scrive pensa che per far crescere un sistema economico serve investire in istruzione, formazione professionali, infrastrutture, connettività, cultura. Serve avere una burocrazia snella ed efficiente. Il debito dello Stato e dei privati ha una funzione positiva se resta all’interno di limiti fisiologici, se va oltre determinati limiti diventa una patologia che compromette lo sviluppo. Il livello del debito italiano è patologico e deve essere stabilizzato.

Dai Bot ai Btp


Chiarito questo punto di partenza occorre prendere atto della realtà. L’Italia, per una serie di ragioni, ha un debito pubblico che supera il 130% del prodotto interno lordo. È un problema serio, che deve essere gestito, e che non può essere gestito come è stato fatto fino a questo momento. Facciamo un passo indietro per cercare di comprendere come l’introduzione dei minibot ha una portata epocale. La globalizzazione non ha avuto effetti solo sull’economia ma anche sulla finanza pubblica. Nel corso degli anni il nostro debito si è progressivamente internazionalizzato, prima era detenuto prevalentemente da risparmiatori italiani, oggi è detenuto prevalentemente da investitori istituzionali. Questo processo è avvenuto sostituendo l’emissione di Bot con l’emissione di BTP, una differenza tecnica che va compresa perché è di importanza fondamentale.

Il Bot è uno strumento a breve termine che viene comprato da chi vuole gestire al meglio la liquidità. Se una famiglia italiana aveva un po’ di soldi da parte comprava Bot, teneva il proprio denaro fermo per 3 o 6 mesi ottenendo una valorizzazione dei propri risparmi. I Bot sono strumenti destinati al mercato “retail” ovvero ai risparmiatori, prevalentemente italiani. I Btp al contrario sono strumenti di investimento, chi compra Btp immobilizza capitali nel medio lungo periodo. I Btp sono strumenti riservati prevalentemente ad “investitori istituzionali” ovvero a grandi banche, in molti casi straniere.
 
L’impatto sulla vita economica

Come questi due strumenti impattano sulla vita economica di un Paese? Facile spiegarlo con un esempio. Immaginiamo uno Stato che ha debiti per 100 euro e paga ogni anno 10 euro di interessi. Prendiamo in considerazione due casi estremi. Vengono emessi 100 euro di BOT comprati da risparmiatori italiani. In questo caso i 10 euro di interesse resterebbero in Italia e contribuirebbero a “far girare l’economia”. Nel secondo caso vengono emessi 100 euro di Btp comprati esclusivamente da banche straniere. Dove vanno a finire gli interessi sul debito? A New York o a Londra, ovvero in qualche Banca d’Affari oltre confine. La ricchezza non resta nel sistema ma esce dal sistema, quegli interessi non fanno “girare l’economia” ma contribuiscono a creare “crisi di liquidità” perché sottraggono moneta all’economia reale. 

I minibot, soluzione di buon senso

Basterebbe quest’esempio per comprendere come l’emissione dei BOT debba essere preferita a quella dei Btp e come, per le ragioni che avremo modo di vedere, i minibot dovrebbero essere preferiti ai Bot. I minibot rappresentano uno strumento di assoluta valenza per le seguenti ragioni: in primo luogo verrebbero utilizzati per pagare i debiti che la Pa ha con le imprese; questo aiuterebbe le imprese a superare la crisi di liquidità che è la prima causa dei problemi economici italiani. In secondo luogo la loro emissione avrebbe un tasso di interesse nullo e questo consentirebbe allo Stato di risparmiare soldi e di destinare quei soldi alla riduzione delle tasse.
 
Lo spread sui minibot non c’è

I minibot sono, in altri termini, uno strumento di assoluto buon senso, risolvono problemi alle imprese, riducono gli oneri per lo Stato e non gravano sul contribuente. Certo, va detto, come in tutte le scelte c’è qualcuno che ci rimette. Chi? Le Banche d’Affari, quelle che fanno utile con i Btp italiani e perdite investendo denaro in modo sconsiderato. Solgenia vi dice qualcosa? Per chiudere il cerchio basti pensare che il famoso spread non è, come analfabeti di politica monetaria vogliono farci credere, il costo che lo Stato paga sul proprio debito. Lo spread è uno strumento che misura il rendimento dei Btp sul “mercato secondario” rapportandolo ai Bund tedeschi. Lo spread, in altri termini, è un valore che misura il rendimento dei Btp quando una banca vende i titoli pubblici italiani ad un’altra banca. Viene usato come uno strumento per controllare le scelte di governi democraticamente eletti ma è uno strumento che può esisitere nella misura in cui lo Stato continuerà ad indebitarsi prevalentemente con Btp. Lo spread sui minibot non c’è e forse per questa ragione fanno veramente paura a chi nelle Banche d’Affari ha fatto carriere ed ora si trova ai vertici delle istituzioni monetarie dell’Ue. 
 

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