L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 giugno 2019

MiniBot - sono nel contratto di governo ma il fanfulla li ripudia e Di Maio tace. Il Progetto Criminale dell'Euro tira un sospiro di sollievo

Italia
Borghi insiste: minibot nel contratto di governo. E dice il vero
 
Alberto Ferrarese 14 Giugno 2019



Il leghista Claudio Borghi replica al ministro Giovanni Tria sui minibot: “Inutili e illegali? Lo convinceremo”

Da dibattito quasi estivo i minibot rischiano di diventare un nuovo reale elemento di scontro nel governo. La proposta di minibot è stata lanciata dal deputato leghista Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, come strumento per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. Ed erano stati approvati anche dal Parlamento, con una mozione votata all’unanimità, salvo poi una precipitosa marcia indietro del Pd.
 
L’OPPOSIZIONE DI TRIA

Ai minibot ha però subito chiuso decisamente la porta il ministro dell’Economia Giovanni Tria secondo cui “sono una cattiva idea”. Per il titolare di via XX settembre, infatti, “comporterebbero un aumento immediato del debito perché considerati come passività, in base ai criteri di contabilità Sec” e inciderebbero su fabbisogno e indebitamento. Inoltre “qualora questi strumenti venissero utilizzati sarebbero illegali in quanto in conflitto con i trattati europei”.
 
BORGHI INVOCA IL CONTRATTO DI GOVERNO CHE MENZIONA I MINIBOT

Ma Borghi non molla e impugna il patto Lega-M5s. “I minibot sono nel contratto di Governo – insiste – Tria lo convinceremo”. Sul contratto effettivamente l’economista del Carroccio dice il vero. Al punto dieci, quello in cui si parla del fisco, il contratto stabilisce che “occorre intervenire per risolvere la questione dei debiti insoluti della pubblica amministrazione nei confronti dei contribuenti, tenuto conto della portata patologica del fenomeno nel nostro Paese e la necessità di una sua ridefinizione in sede europea ai fini degli indicatori statistici”. Per far questo, “tra le misure concretamente percorribili, spiccano l’istituto della compensazione tra crediti e debiti nei confronti della pubblica amministrazione, da favorire attraverso l’ampliamento delle fattispecie ammesse, e la cartolarizzazione dei crediti fiscali, anche attraverso strumenti quali titoli di stato di piccolo taglio, anche valutando nelle sedi opportune la definizione stessa di debito pubblico”. Quindi i minibot.
 
ANCHE CONTE HA DETTO NO AI MINIBOT

Sul tema anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto no, non nascondendo un certo fastidio per le fughe in avanti leghiste (su questo tema, ma anche sul “condono” sui fondi contenuti nelle cassette di sicurezza). “Si tratta di una proposta mai portata a Palazzo Chigi – ha detto nei giorni scorsi in una intervista al “Corriere della Sera” -. E siccome ha implicazioni di sistema, mi aspettavo che correttamente mi fosse portata per esaminarne insieme aspetti e contenuti”. Ma se la Lega insiste per la coppia Conte-Tria potrebbe aprirsi un bel problema in vista della legge di Bilancio.
 

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