L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 giugno 2019

NO NO NO le grandi navi non possono rovinare Venezia

Venezia, in migliaia contro le Grandi Navi a San Marco e Giudecca
 
Grazie alla concessione del Prefetto della città della Laguna, Vittorio Zappalorto, accesso dei manifestanti anche a Piazza San Marco

 08 giugno 2019 - 19.35

 
 
(Teleborsa) - Dietro lo striscione "Fuori le navi dalla Laguna" si sono riuniti in migliaia. A richiamare oltre tremila manifestanti tra le strade di Venezia, l'incidente di domenica scorsa in cui una nave da crociera, la Msc Opera, è andata a urtare contro un battello e la riva di San Basilio. Questo sinistro ha fatto da cerino ad una questione che non ha mai veramente smesso di far bruciare la sua brace tra i canali della città patrimonio dell'Unesco dal 1987. Infatti il dibattito sull'interdizione, o meno, dei grandi colossi del mare è cosa ormai risaputa nell'ex Repubblica Marinara e, per ora, ancora molto acceso.

A coordinare il corteo il comitato "No Grandi Navi" e dietro di lui, per protestare contro l'entrata in laguna dei "grattaceli del mare", un numero eterogeneo di associazioni, politici e gente comune. Grazie alla concessione del Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto, resa nota tramite megafono durante l'evento, accesso della folla, eccezionalmente, anche a Piazza San Marco. Il centro della città è infatti interdetto a questo tipo di eventi dal 1997, anno in cui i Serenissimi assaltarono il centro per proclamare l'indipendenza della città.

Da anni si dibatte, senza risultati per 
i grandi interessi in ballo connessi al crescente business del traffico crocieristico, sulla pericolosità del transito delle Grandi Navi nel bacino di San Marco per entrare nel Canale della Giudecca. 
E l'incidente di una settimana fa, casualmente senza gravi conseguenze, ha accelerato la "discussione" per la soluzione di un problema non più dilazionabile.
 

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