L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 giugno 2019

Petrolio - si gioca con il fuoco

Rally del petrolio: attacco in Oman, due navi in fiamme

Cristiana Gagliarducci13 Giugno 2019 - 11:22

Il prezzo del petrolio protagonista: quotazioni innarrestabili dopo un presunto attacco ai danni di due petroliere nel Golfo di Oman. L’accaduto



Il prezzo del petrolio è rimbalzato dai minimi di oltre 5 mesi dopo un presunto attacco compiuto ai danni di due petroliere situate nel Golfo di Oman.

Tutto è accaduto in un momento particolarmente impegnativo per le quotazioni di WTI e Brent, messe al tappeto non soltanto dai timori commerciali, ma anche dall’aumento delle scorte e dal taglio delle stime sulla domanda.

Dopo essere crollato sui minimi di cinque mesi il prezzo del petrolio ha invertito la rotta e ha registrato progressioni persino vicine ai 4 punti percentuali. La questione delle due petroliere in fiamme ha funzionato perfettamente da driver rialzista.
Prezzo del petrolio: cosa è successo? L’attacco alle petroliere

A comunicare i danni alle due navi è stata la Fifth Fleet americana. La nave cisterna Kokuka Courageous diretta dall’Arabia Saudita a Singapore con un carico di metanolo è stata danneggiata a causa di un attacco sospetto. Lo stesso è accaduto alla sua collega Altair.

L’incidente è avvenuto nel Golfo di Oman e ha fatto seguito agli attacchi subiti il mese scorso dalle petroliere situate vicino al Golfo Persico.

L’accaduto ha rispolverato la possibilità di un’interruzione dei flussi di greggio, cosa che ha di conseguenza spinto al rialzo il prezzo del petrolio WTI e Brent. Le navi sono state coinvolte da fiamme imponenti che hanno reso necessario evacuare gli equipaggi.

Bisognerà ora capire se le quotazioni saranno in grado di sostenere il rally date le preoccupazioni relative alle proteste di Hong Kong, alle stime EIA e alla guerra commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti, pronti ad imporre $325 miliardi di nuovi dazi.

Al momento in cui si scrive, dopo l’attacco alle petroliere in Oman, il prezzo del petrolio Brent sta salendo del 2,8% su quota $61,68, mentre la quotazione del WTI sta guadagnando il 2,6% su quota 52,48.
 

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