L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 giugno 2019

Procedura d'infrazione - L'Euroimbecillità vuole la guerra, avremo un traditore Tsipras italiano?


Ci hanno dichiarato guerra. Siamo capaci di batterci? 

Maurizio Blondet 11 Giugno 2019 

Poche ore fa, il Comitato economico e finanziario #Ue ha dato parere favorevole alla procedura d’infrazione. Ora deciderà L’ #Ecofin perche sono tutti contro di noi. Ora inizierà una procedura avviata per scostamenti davvero risibili,visti i numeri che #Tria ha elencato e che Borghi nel video qui sotto ha sottolineato.

Subito dopo, Juncker dirama:
Juncker: «L’Italia sbaglia direzione, rischia procedura per anni»

«L’Italia sta correndo il rischio di rimanere intrappolata in una procedura per deficit eccessivo per molti anni», ha detto Juncker, spiegando che l’apertura della procedura «dipenderà dagli impegni che il governo italiano prenderà». Cioè ci chiedono di tagliare ancora, senza altro motivo che umiliarci, come dimostra Claudio Borghi qui:


Una decisione solo punitiva, per “rieducarci”. 
Hanno deciso di farci la guerra. La procedura che ci applicheranno comprende multe miliardarie, chiusura all’accesso ai fondi europei, sospensione del diritto di voto al parlamento europeo – e soprattutto una amministrazione controllata della nostra economia, con il loro ingerirsi in ogni minimo atto di governo in senso di imporre sempre più austerità – alla greca. In pratica, lo stato fondatore, la terza economia dell’Europa, contributore netto (siamo noi che diamo soldi a loro), sarebbe trattata come un interdetto legale, a cui vengono tolti i diritti di agire in proprio, affidato a tutori come Dombrovski o Oettinger o Weidmann…

Questa è guerra, e noi abbiamo i mezzi per combatterla. Ma siamo disposti ad usarli, a cominciare dall’esercizio del veto al bilancio europeo, fino all’interruzione dei versamenti alla UE (di cui appunto siamo contributori netti?) .

Conte ha replicato: «Posso dire all’amico Juncker che anche lui ha sbagliato direzione con la Grecia. Siamo ben convinti di quello che stiamo facendo e della filosofia della nostra politica economica». Belle e fiere parole. Ma gli atti saranno all’altezza? Gà in precedenza il governo “del cambiamento”, dopo altisonanti smargiassate e spacconerie, ha fatto marcia indietro e s’è piegato. Anche ultimamente Salvini prima ha sbruffonato sui minbot e poi ha detto che no, dopotutto, non è un problema rinunciarci. Il rischio è che da “miles gloriosus” uno finisca per essere ricordato come lo Tsipras italiano. In questo momento, vorremmo soprattuto meno parole a vanvera e meno sfide verbali all’italiana, meno atteggiamenti da gradasso che poi se la fa sotto.

Claudio Borghi, che ha fatto questo bello e giustissimo discorso in aula, è lo stesso Claudio Borghi così politicamente stupido da unirsi alla petizione dei peggiori sinistri per il mantenimento a spese dello Stato di Radio Radicale, ossia dei radicali come partito del 3%, e non solo: che in questi mesi non è che una continua, martellante, asfissiante propaganda anti-governo. Lo stesso che ha fanfaroneggiato a parole di emettere i suoi mitici mini-Bot, immediatamente attirando la condanna di Draghi, della UE, l’irritazione di tutti i leader europei già ostili, e persino del Fondo Monetario … e la finale sconfessione da parte dello stesso ministro Tria. Molto giustamente, se non si è pronti a sfidare la UE – i nostri nemici – fino in fondo. In ogni caso scioccamente e senza scopo né serietà. E’ stata una provocazione andata a male, o peggio, uno scoprire le carte. Irresponsabile. Vogliamo per favore smettere? Questa è guerra.

Dove, come sempre , i nemici interni sono lì pronti a dare il loro appoggio al nemico esterno.
Prodi: “L’Italia deve chiedere scusa all’Europa”


Quello stesso Prodi che, nelle riunioni della “sua” Nomisma, dice chiaro che le regole imposte dalle UE sono idiote e controproducenti, ammettendo di fatto che per uscire dalla recessione profondissima in cui l’Italia è caduta bisogna svalutare e iniettare moneta – ciò che l’Europa proibisce.


Prodi dà ragione a Borghi e Bagnai: l’Italia non ha un problema di fare le riforme all’interno. Però ora dice il contrario – per faziosità, perché per lui il Nemico principale è l’attuale governo.

Il senatore Alberto Bagnai sembra all’altezza del conflitto. Non dice parole di troppo né spacconate. Dà giudizi puntuali e documentati. Non è affatto detto che basti, con gli “europei”, visto come hanno trattato Varoufakis. Ma almeno non nuoce.


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