L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 giugno 2019

Roma - ricontrattare gli interessi sui prestiti ora si può


Attenzione ai veri barbari

11 giugno 2019 di Gaetano Pedullà


 
L’hanno chiamata norma “Salva-Roma”, come se una città sopravvissuta per 2.700 anni a ogni flagello di Dio possa soccombere proprio adesso che a governarla ci stanno quei “barbari” dei 5 Stelle. Messo da parte lo slogan ad effetto, il sostegno finanziario approvato ieri in Parlamento darà una mano alla Capitale e a chi la frequenta, con l’effetto di mettere in sicurezza molte altre città con problemi di bilancio. Senza il Salva-Roma, insomma, non ci sarebbe adesso il Salva-Catania, il Salva-Terni, il Salva-Caserta e via via per altre decine di città che potranno ripagare parte dei loro mutui accedendo a un nuovo apposito fondo.

Di buoni motivi come questo ce ne sono a bizzeffe per considerare “irresponsabili” quei partiti e i loro ascari dei giornali che da un anno fanno riti woodoo contro l’Esecutivo. La complessità del quadro economico interno e internazionale, l’urgenza di affrontare le grandi trasformazioni che ci stanno travolgendo – dalla rivoluzione digitale a quella energetica, dal gestire il prolungarsi della vita al tamponare le ferite inferte all’ambiente – impongono un’assunzione di responsabilità e molta fretta nell’affrontare questi problemi.

Un vuoto di Governo proprio ora significherebbe lasciare il nostro futuro nuovamente in balia di nessuno, in attesa di elezioni e decisori chissà se in qualche modo sensibili a un grande cambiamento ideale, piuttosto che alle pressioni di quel partito del Pil che ha scassato il pianeta e può finire indisturbato l’opera, anche perché a questi signori, a cominciare dai grandi giornali, è vietato chiamarli barbari.
 

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