L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 giugno 2019

Siria - Gli Stati Uniti ancora una volta scendono in campo a difendere gli interessi dei mercenari terroristi tagliagola rifugiatosi nella città di Idlib

Siria, Trump avverte Russia e Iran: «Stop ai bombardamenti a Idlib»

Almeno 19 persone morte in un attentato vicino a una moschea nella città di Azaz. Il presidente americano lancia il suo appello su Twitter


«Sento dire che la Russia, la Siria e, in misura minore, l’Iran, stanno bombardando l’inferno fuori della provincia di Idlib in Siria, e stanno uccidendo indiscriminatamente civili innocenti. Il mondo sta guardando questa macelleria. Qual è lo scopo, che cosa si pensa di ottenere? Stop!». È quanto ha twittato il presidente Donald Trump al termine di una nuova giornata di sangue in Siria.

I suoi commenti sono giunti dopo che le Ong siriane hanno denunciato venerdì l’inerzia internazionale di fronte alla crescente violenza nella regione nord-occidentale. Oltre a uccidere dozzine di civili — hanno sostenuto le Ong nel corso di una conferenza stampa a Istanbul —, i recenti bombardamenti delle forze siriane e russe nella Siria nord-occidentale hanno spinto 300.000 persone verso il confine turco.

Sempre venerdì, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha dichiarato che circa 950 persone sono state uccise negli ultimi scontri a Idlib. Mentre domenica 2 giugno almeno 19 persone sono morte nell’esplosione di un’autobomba vicino a una moschea nella città di Azaz, nel nord-ovest della Siria, alla frontiera con la Turchia. Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare perché molti feriti versano in gravi condizioni. L’autobomba è esplosa nel momento in cui i fedeli uscivano dalla moschea dopo la preghiera del «tarauih», che nel mese del Ramadan celebra la fine del digiuno giornaliero obbligatorio.

3 giugno 2019 (modifica il 3 giugno 2019 | 03:02)

Nessun commento:

Posta un commento