L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 7 luglio 2019

1) Gli Stati Uniti non vogliono partner ma vassalli 2) L'Europa si deve unire ma non sotto il Progetto Criminale dell'Euro 3) Il South Stream fu fatto fallire dai tedeschi, perchè si doveva diversificare l'approvvigionamento del gas MA poi si è costruito il North Stream 2 che non diversifica un bel niente. Tutti uguali pensano alla loro pancia e vogliono unirsi per continuare a proteggere la propria pancia


Schroeder contro Trump: la Germania non è la repubblica delle banane
© AP Photo / Markus Schreiber, Pool

19:44 06.07.2019(aggiornato 19:53 06.07.2019)

L’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder è tornato a criticare la politica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, accusando Washington di lavorare per "distruggere" l'ordine economico globale e di guardare i suoi partner come stati vassalli piuttosto che come alleati.

"Sotto la bandiera della libertà e dell'economia di mercato, [Trump] sta deliberatamente distruggendo il sistema economico globale", ha detto Schroeder in un'intervista al quotidiano economico-finanziario tedesco Handelsblatt.

Alla domanda se ciò ha a che fare con la dottrina economica di Trump, la nota "America First", l'ex cancelliere ha chiarito che non si tratta di protezionismo.

"Il pericolo di Trump è che cerca di dettare ad amici e alleati cosa devono fare e cosa possono fare politicamente ed economicamente". Francamente, questo significa che non vuole partner, ma vassalli", ha osservato Schroeder.

Egli ha anche espresso la sua preoccupazione per le recenti azioni di Richard Grenell, l'ambasciatore statunitense designato da Trump, accusandolo di intromettersi negli affari della Germania.


"Qual è l'ambasciatore americano che sta criticando pubblicamente il bilancio della difesa della Germania? Mi sarebbe piaciuto sentire una dichiarazione del governo tedesco in una o due occasioni su come questi non siano affari suoi. Questa non è la repubblica delle banane!", ha chiosato Schroeder.

L’Europa debba unirsi

L’ex cancelliere ritiene che l’Europa debba unirsi per evitare di rimanere schiacciata tra Washington e Pechino. In tal senso, egli ha definito un grave errore l’uscita del Regno Unito dall’UE, perché ha indebolito l’Europa.

"Un tempo si diceva che la Cina, essendo tanto importante per l’economia mondiale, che deve assumersi maggiori responsabilità. Ora, Pechino sta facendo proprio questo, e la reazione è che molti avvertono di un pericolo", osserva lo statista.

Commentando la valutazione secondo cui la Cina è impegnata in una politica neo-mercantilista con la sua iniziativa sulla Via della seta, Schroeder ha affermato che il sistema del dollaro USA fa la stessa cosa.

Durante il suo cancellierato, Schroeder dedicò molta attenzione al miglioramento delle relazioni e dei rapporti economici tedeschi ed europei con la Russia. Sostenitore chiave del progetto Nord Stream, è ora presidente di Nord Stream AG, il consorzio che gestisce il gasdotto. All'inizio di quest'anno, ha dichiarato ai media tedeschi che l'Europa ha bisogno del potenziale economico della Russia, dei suoi mercati e delle sue risorse naturali per resistere alla concorrenza delle superpotenze economiche cinesi e statunitensi.

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