L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 luglio 2019

Corruzione Calabria - dovunque si guardi dal nord al centro al sud il corrotto euroimbecille Pd non si smentisce mai

Corruzione, chiesto processo per il governatore Pd Oliverio

Coinvolti anche l'ex vicepresidente della giunta Adamo e la deputata dem Bruno Bossio. Nel mirino dei magistrati i presunti illeciti su alcuni appalti in Calabria 

Pietro Bellantoni - Mar, 09/07/2019 - 08:32

Altri guai giudiziari per il governatore calabrese del Pd, Mario Oliverio.


La Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, ha infatti chiesto il processo per il presidente dem, per l'ex presidente della giunta regionale Nicola Adamo e per la moglie di quest'ultimo, la deputata del Pd Enza Bruno Bossio.

Oliverio, Adamo e Bruno Bossio sono accusati di corruzione, con il governatore che risponde anche di abuso d'ufficio. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 17 ottobre. La richiesta di rinvio a giudizio arriva in un momento particolarmente delicato per il governatore calabrese. Oliverio, infatti, ha già annunciato la volontà di ricandidarsi per un secondo mandato.

Fino a ora, tuttavia, il Pd ha preferito prendere le distanze e non pronunciarsi ufficialmente. Per il segretario Nicola Zingaretti è una questione scivolosa, visto che Oliverio, in occasione delle primarie di partito dello scorso marzo, era stato uno dei suoi grandi elettori in Calabria.

L'inchiesta “Lande desolate” – che, oltre ai tre politici del Pd, ha coinvolto imprenditori, dirigenti e funzionari della Regione Calabria – riguarda i presunti illeciti relativi alla realizzazione di tre opere pubbliche in Calabria: l'aviosuperficie di Scalea, l'ovovia di Lorica e piazza Bilotti a Cosenza (unica opera portata a termine).

L'indagine, nel dicembre scorso, aveva anche provocato un provvedimento di obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore a carico di Oliverio, poi annullato dalla Cassazione.

L'inchiesta ha fatto luce sui presunti illeciti nella gestione dei tre appalti e sul ruolo dell'imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri, anche lui indagato, il quale avrebbe usufruito dei fondi per l'esecuzione dei lavori malgrado la stessa Regione fosse consapevole delle limitate capacità tecniche e finanziarie della sua azienda. Il costo degli appalti sarebbe poi aumentato grazie all'autorizzazione della Regione e per mezzo di un finanziamento che sarebbe dovuto servire alla realizzazione delle incompiute e a sbloccare lo stallo dei lavori.

Si sarebbero insomma verificate, secondo quanto emerso della indagini, falsificazioni dei vari stati di avanzamento dei lavori in modo da sbloccare i fondi. Lo scambio sarebbe consistito nella concessione di un finanziamento per ottenere il rallentamento dei lavori a piazza Bilotti a Cosenza, in modo tale da impedire che l'opera fosse inaugurata dal sindaco di Forza Italia Mario Occhiuto.

“Se difatti – scriveva il gip nell'ordinanza che aveva disposto l'obbligo di dimora per il governatore dem – non sembra dubbio che la richiesta avanzata dal presidente Oliverio (con il contributo causale di Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio) risponda a un fine di lotta politica (sebbene di quella più deteriore che si possa immaginare provenire da parlamentari o ex parlamentari della Repubblica), non si può trascurare come essa si inserisca in un rapporto di scambio con il privato Barbieri che appare riduttivo definire clientelare, potendo ben sconfinare nel terreno della corruzione”.

Il prossimo 17 ottobre si saprà se Oliverio dovrà affrontare il processo.

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