L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 luglio 2019

Deutsche Bank, il colosso dai piedi d'argilla, per lui le regole non valgono, è il libero mercato bellezza

ECONOMIA
Venerdì, 19 luglio 2019 - 17:01:00
La Bce regala 2 mld a Deutsche Bank. Il M5S: in Europa due pesi e due misure


DEUTSCHE BANK, RADUZZI (M5S): “DA BCE REGALO INCONCEPIBILE. IN EUROPA DUE PESI E DUE MISURE” - “Concedere a Deutsche Bank di abbassare il livello di patrimonializzazione richiesto è un regalo inconcepibile ed è l’ennesima dimostrazione di come in Europa esistano due pesi e due misure a seconda di chi sei. Quando si è trattato delle banche italiane la vigilanza Bce non è stata altrettanto clemente, costringendo le nostre banche a pesanti svalutazioni dei propri crediti deteriorati. La banca tedesca si trova oggi in una situazione di profonda crisi e ha predisposto un massiccio piano di licenziamenti. Grazie allo sconto gentilmente offerto dalla Bce, Deutsche Bank otterrà 2 miliardi di euro che le consentiranno di evitare un doloroso aumento di capitale. È chiaro che un’Europa di figli e figliastri non può andare avanti e sarà compito dei nuovi rappresentati delle istituzioni europee mettere fine a questa gestione iniqua della politica europea”. Lo dichiara in una nota il deputato Raphael Raduzzi del MoVimento 5 Stelle.



“CRU” (Capital Release Unit) è il nome della nuova sezione di bilancio di Deutsche Bank dove verranno parcheggiate le attività soprattutto performing (Level 1, 2, 3: Level 1 sono gli strumenti finanziari che sono più semplici da valutare accuratamente, i Level 3 i più complessi).

Quelle oggetto di vendita, come spiega www.money.it, sono attività valutate come “non strategiche” il cui controvalore si attesta a 74 miliardi (288 miliardi di esposizione leverage).

Nonostante sia stata subito ribattezzata “bad bank”, l’istituto teutonico ha tenuto a precisare che non si tratta di un veicolo fuori bilancio per (s)vendere Npl in perdita o disfarsi di attivi cedendoli a un prezzo sotto il valore di libro.

La nuova sezione del bilancio è piuttosto una “good bank” che nasce con l’obiettivo al 2022 di liberare 5 miliardi di capitale tramite la vendita di attivi ed aree di business che rendono poco e che assorbono risorse. Il target è rappresentato dalla dismissione, nel giro di 18 mesi, di metà degli asset di portafoglio.

La nuova “good bank” rappresenta un tassello cruciale del piano di rilancio “lacrime e sangue” annunciato dieci giorni fa (Deutsche Bank: varato piano di ristrutturazione “lacrime e sangue”).

A livello di divisioni, la CRU si occuperà in primo luogo del business “global equities”, dal quale l’istituto intende uscire. Non tanto a causa del peso in termini di attività ponderate per il rischio, 11 miliardi su 74 fanno riferimento a questa unità, ma perché in questo ambito rientra il 60% dell’esposizione a leva oggetto di cessione.

Sarà ricompresa nella CRU anche l’attività fixed income, che rappresenta altri 15 miliardi (su 74) in termini nominali e 79 a livello di leva (27%).

DEUTSCHE BANK: REGALINO DA 2 MILIARDI DA BCE

Nell’ambito del mega piano di ristrutturazione dell’istituto tedesco, l’abbassamento di mezzo punto percentuale del coefficiente di patrimonializzazione CET1 concesso dalla Banca Centrale Europea permetterà all’istituto di evitare un aumento di capitale.

Dopo esser stato fissato al 13%, la vigilanza bancaria europea ha permesso un abbassamento del coefficiente al 12,5% con uno “sconto”, in termini assoluti, quantificabile in 1,5-2 miliardi di euro.Deutsche Bank: abbassamento CET1, mercato si sentirà tutelato?

“Una grande mano da parte del regolatore è stata di aiuto: la concessione di 50 basis points di CET¬1 è stata vitale perché Deutsche abbia evitato grazie a un’efficace azione di lobbying con i regolatori di ridurre il target di CET¬ ratio di 50 punti al 12,5%”, ha rilevato Adam Terelak di Mediobanca Securities.

Il nuovo livello non è però lontano dall’11,8% del livello minimo di capitale fissato dalla BCE nell’ambito dello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process).

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