L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 luglio 2019

E' un bene per gli Interessi Nazionali che il fanfulla uomo di paglia, sia sempre più smascherato

SALVARE SALVINI – Da se stesso.

Maurizio Blondet 17 Luglio 2019 

Un tweet annuncia:
DA DOMANI AVRA’ ULTERIORI PREOCCUPAZIONI
23 gigabyte di materiale scaricato un anno e mezzo fa da Anonymous”
Il soggetto è Salvini.
Chi ha sparato sul web la corrispondenza elettronica di Matteo Salvini?


Un articolo di StartMag – firmato da Umberto Rapetto, generale della Guardia di Finanza, per oltre dieci anni comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico – rende noto che:

“A febbraio dell’anno scorso una incursione informatica aveva dato luogo ad una “rapina” virtuale che ha consentito di svaligiare i caveau digitali di un partito politico. La refurtiva – dopo una minima dimostrazione di aver effettivamente acquisito il “bottino” (o nella fattispecie la copia dei relativi file) – è stata tenuta pazientemente nascosta per oltre un anno.

“Solitamente su Twitter cose di questo genere trovano una rapida propagazione e invece in questa circostanza gli account ufficiali dei briganti telematici non hanno strillato alcunché ai quattro venti. ..sbalordisce il fatto che nessuno ne parli. O lo scambio di mail è di una gravità inaudita, oppure manca la pistola fumante”.

Apprezzate la tempistica, la sapiente scansione di con cui vengono alimentati i media di “notizie compromettenti”. Lo “scandalo Savoini” cominciava a non essere più plausibile per occupare le prime pagine per altre settimane, ed ecco che Anonimous dà materiale per altre settimane di “scandali” riguardanti Salvini, per diritto e per traverso – con qualunque pretesto, come è stato un pretesto l’indignazione per quel che ha detto Savoini a Mosca.

Del resto, l’aveva detto mesi fa; l’Espresso aveva fatto le “rivelazioni” a febbraio; poi è arrivato Buzzfeed con l’audio, e il materiale de L’Espresso è diventato attuale, anzi (per dirla coi media) “scottante”.

Fulvio Scaglione ha sottolineato la stessa cadenza e sapienza nel caso Strache: il ministro e vice-cancelliere austriaco costretto alle dimissioni per il video in cui lo si vedeva promettere favori a una sedicente figlia di oligarca russo.

“Il video era stato girato nel 2017, mesi prima delle elezioni politiche che avrebbero proiettato Strache ai vertici del Governo austriaco. In altre parole: quando Strache prometteva tutto ciò che voleva ma non aveva alcun potere per mantenere le promesse. Mentre il video è stato pubblicato nel 2019, in una situazione completamente diversa, al chiaro scopo di fregarlo. Chi ha organizzato il tutto? Chi ha tenuto in frigo per due anni il video assassino, e con esso anche lo sdegno per la scarsa moralità di Strache? A quale scopo? E’ ancora giornalismo, questo?”.


Naturalmente si chiama in altro modo. Sapienza tempistica e politica da servizi – coadiuvati dai media.

Adesso aspettiamo la nuova marea di fango per Salvini – con un stanco disgusto. Non è solo che le tv e i giornali avranno un’altra scusa, che faranno durare per settimane , per non parlare dello scandalo magistratura (senza virgolette) e dell’orrore totalitario del progressismo LGBT che è stato instaurato in Emilia.

E’ che Salvini sarà subissato di accuse ingigantite, vere o false, messo alle corde, e distrutto.

“Datemi sei righe del più onesto degli uomini e troverò abbastanza da farlo impiccare”, figurarsi in 23 gygabites.


Il dramma è aver assistito, settimane dopo settimane, dalla Carola ad oggi, all’assoluta sprovvedutezza e incapacità di Salvini di fronte agli attacchi pre-ordinati e sincronizzati, incredibilmente stupidi quindi smascherabili: ha sempre e solo subito le iniziative del Nemico – che è il Nemico che ci ha dato la Mafia nigeriana e il totalitarismo dei figli strappati alle famiglie povere per darli alle lesbiche, il Nemico che ci riempirà di centinaia di migliaia di “immigrati” secondo le volontà di Bergoglio e Soros – insomma il Nemico che sta distruggendo la comunità nazionale.

Sottoscrivo qui la nota di Roberto Buffagni:

“Il vero crimine dello scandalo Savoini è non sapersi difendere. Chi sta intorno a Salvini si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Precisamente. La pochezza di Salvini – mentale, culturale, anche morale non mi era ignota. Come si ricorderà, io mi feci convincere dal fatto che Salvini “aveva candidato persone migliori di sé”: feci l’esempio del professor Bagnai, della Buongiorno.

Di solito i politici scelgono i peggiori di sé, i mediocri e gli yes men, che non teme gli facciano ombra. Quando invece uno sceglie “migliori di sé”, vuol dire che non ha quel vile timore, e che vuole realizzare qualcosa e non solo campare.

MA non serve a nulla far eleggere persone migliori di sé, se poi non le se ascolta, e si fa tutto da soli la sola cosa che si sa fare, fare propaganda su Facebook. Ora, io prego le persone “Migliori di sé”, se possono, di farsi ascoltare dal segretario; che so, anche a insegnargli i rudimenti della finezza politica che evidentemente ignora, l’uso dei poteri quasi incredibili che gli possono venire da un ministero come quello dell’Interno, e che lui nemmeno conosce. Obbligarlo a imparare, a prendere l’abitudine, che so, a un briefing quotidiano fattogli da gente capace di informarlo. Alla formazione almeno di un germe di servizio interno di intelligence.

Lo mettano sotto controllo per il suo bene. Gli impediscano di esibire una forza “vocale” tonitruante di un carattere che poi invece ha dimostrato – ormai ripetutamente – di non avere, subendo le iniziative di Carola, delle ONG scafiste, dai “magistrati”, della UE – di tutti i marpioni (a Parigi, Bruxelles, Berlino) che ormai l’hanno soppesato, valutato i suoi limiti e le sue debolezze, e lo faranno a pezzi perché hanno in mano tutti i mezzi.

La velocità con cui ha abbandonato alle jene Savoini ,”mica lo conosco”, è stata doppiamente rovinosa perché immediatamente smentite, e per la mancanza di slealtà lealtà che ha dimostrato. 
Una rovina per la stessa Lega, i cui membri in vista hanno sicuramente tratto le lezioni dovute. Non ci si può fidare del “capitano”, né il “capitano” si fida di noi ma poi esiste, la Lega? Esiste, voglio dire, come organizzazione reattiva e macchina compatta di “rivoluzionari di professione” uniti dallo scopo condiviso e dalla reciproca lealtà? Non è mai stata altro che un insieme di aspiranti alla cadrega o al cadreghino, ciascuno per sé. Come l’ha fatta Bossi. Per questo il compito spetta adesso ai migliori di sé, che non sono nati lì, che Salvini, in un momento di lucidità, ha scelto e candidato. Fra i migliori forse si può chiamare il genearle Rapetto, se accetta, è quel che ci vuole prima che arrivi la inondazione di m. elettronica.

POST SCRIPTUM
Salvini aveva contattato Rapetto, ma poi…

Ulteriori informazioni mi consentono di precisare che Salvini aveva contattato il generale Rapetto, facendogli balenare un incarico nel suo governo: nell’ultimo comizio pre-elettorale, al Tratro Atlantico, l’aveva anzi chiamato sul palco, quasi una investitura pubblica. Poi – alla Salvini – non ha dato seguito alla cosa. Chissà perché…


Il generale Rapetto era desideroso di mettere al servizio della patria (e del goevrno che prometteva “il cambiamento”) le sue note competenze professionali. Fin troppo note per certuni: il generale è stato costretto a congedarsi nel giugno 2012, aa 53 anni, perché aveva fatto esplodere la questione delle slot machines e dei 96 miliardi di danno all’Erario

Qui sotto due articoli che rievocano l’evento:

Slot machine, l’ex generale Gdf Rapetto: “Mi chiesero di non indagare”

Dopo lo sconto di 500 milioni al gruppo Bplus, della famiglia Corallo, da parte della Corte dei Conti, l’ex comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche mostra ai pm una lettera in cui il generale Cicciò gli chiedeva di “comunicare la nostra incompetenza in materia”

Umberto Rapetto, cacciato senza un perché dalla Guardia di finanza, diventa consulente Telecom
26 giugno 2012


Una storia molto italiana, di “giustizia” italiana, dove i “migliori da sé” possono venire chiamati, ma entro certi limiti.

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