L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 7 luglio 2019

Il diritto internazionale viene stracciato continuamente, ormai si usa solo la forza bruta quando le circostanze lo permettono


Petroliera “arrestata”, l’Iran minaccia di sequestrare una nave inglese 

Genova - Teheran vuole che venga rilasciata la Grace 1 fermata a Gibilterra e minaccia ritorsioni. Alta tensione con Londra. 

LUGLIO 05, 2019


Genova - Si aggrava la crisi per la petroliera iraniana bloccata dalla Marina britannica a Gibilterra. Teheran ne ha chiesto a Londra il «rilascio immediato» e ha minacciato di sequestrare una petroliera britannica come ritorsione. La petroliera Grace 1, bloccata a Gibilterra nelle acque territoriali spagnole, è sospettata di portare petrolio iraniano verso la raffineria di Banyas in Siria, in violazione delle sanzioni europee alla Siria e americane all’Iran. Il braccio di ferro accresce la pressione sull’Iran in un momento in cui è già in atto uno scontro fra Teheran e Washington sull’accordo nucleare. L’ex capo dei Guardiani della rivoluzione, il settore più conservatore del regime, Mohsen Rezaei, uomo nella cerchia dei consiglieri dell’ayatollah Ali Khamenei, ha parlato di «atto di pirateria»: l’Iran risponderà ai bulli «senza esitazione» e «se la Gran Bretagna non rilascia la petroliera iraniana, è dovere delle autorità sequestrare una petroliera britannica», ha avvertito. Gibilterra, che inizialmente aveva annunciato un fermo di 72 ore, ha deciso il sequestro per 14 giorni. E l’equipaggio - 28 membri principalmente di origine indiana, ma ci sono anche pakistani e ucraini - è stato interrogato dalle autorità locali: il personale di bordo non è sospettato di reati, ma viene ascoltato come testimone nel tentativo di stabilire la natura del carico e la sua destinazione finale, ha spiegato un portavoce della Rocca citato da Reuters. Teheran, che sostiene che la petroliera fosse in acque internazionali, giovedì ha convocato l’ambasciatore britannico a Teheran, Rob Macaire. I Paesi europei finora hanno cercato di salvaguardare l’accordo sul nucleare da cui il presidente Usa, Donald Trump si è sfilato. Ma adesso l’Iran accusa Londra di comportarsi con le stesse politiche aggressive degli Stati Uniti. L’episodio riflette anche il peggioramento delle relazioni tra l’Iran e il Regno Unito su una serie di altri dossier, a cominciare dal prolungato arresto di Nazanin Zaghari Ratcliffe, la anglo-iraniana detenuta nel carcere di Evin in Iran, dall’aprile 2016. La nave cisterna e il suo carico valgono probabilmente più di 200 milioni dollari. Da quel che si sa, in otto anni di guerra, nonostante le sanzioni dell’Ue, questa è la prima volta che i carichi di petrolio al suo alleato regionale, Damasco, vengono interrotti.

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