L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 luglio 2019

Il duping di Airbus e il 737 Max affossano Boeing

Competizione globale. L'Airbus sorpassa la Boeing. Il declino Usa è un fatto



Nella competizione globale sul mercato degli aeromobili civili, la statunitense Boeing ha momentaneamente perso il suo primato per lasciarlo alla europea Airbus che si appresta così a diventare il maggior produttore di aerei al mondo. Un altro caposaldo dell’egemonia mondiale Usa è costretto a segnare il passo. Non è il più il primo e probabilmente non sarà l’ultimo.

Le vendite della Boeing infatti sono crollate dopo le due stragi aeree in Indonesia ed Etiopia che hanno lasciato a terra il suo nuovo aereo 737 Max. Un sorpasso annunciato dal Wall Street Journalche si basa su alcuni dati: le consegne di jet da parte della società Usa Boeing sono calate di oltre un terzo nella prima metà del 2019, più di 150 aerei 737 Max sono rimasti fermi in magazzino e questo modello di aereo non ha più ordini da tre mesi.

Un “tradimento storico” è arrivato ad esempio da un vecchio cliente come la compagnia low cost saudita Flydeal, la quale ha annunciato, prima compagnia a farlo in modo esplicito, la rinuncia al velivolo prodotto dalla multinazionale americana, a favore di altri modelli di Airbus.

Eppure solo fino al 2018, i due giganti in competizione apparivano quasi appaiati con un distacco di soli sei velivoli consegnati: 806 dell’Airbus contro 800 della Boeing.

I due grandi gruppi hanno fatto letteralmente piazza pulita sul mercato mondiale degli aerei. In giro non sono rimasti altri grandi produttori, anche se la Cina si sta dando da fare ed anche la Russia vede una ripresa della produzione di velivoli nel settore civile.

Il consorzio Airbus il 17 ottobre 2017 ha siglato un accordo con la canadese Bombardier che gli ha permesso di acquisire il 50,01% del programma CSeries e di mettere sul mercato i velivoli con il nuovo nome di A220. Nel settore degli aerei regionali questo ha consegnato ad Airbus unvantaggio rispetto a Boeing, anche perché quest’ultima era corsa ai ripari con un accordo con la brasiliana Embraer, ma questo è stato bloccato dal governo di Brasilia.

Nel 2018 l’Airbus aveva perso di misura nelle consegne ma se la comandava negli ordinativi.

Per le 806 consegne Boeing avrebbe incassato 60 miliardi di dollari contro i 54 miliardi delle 800 consegne di Airbus. Mentre per gli ordinativi Boeing aveva la prospettiva di incassare 66 miliardi per 893 ordini contro i 42 miliardi stimati per i 747 ordini di Airbus. Ma i fatti si sono incaricati di smentire queste previsioni e il gigante europeo nei primi sei mesi del 2019 ha compiuto un sorpasso storico inseguito da anni.

Notizia del: 11/07/2019

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