L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 7 luglio 2019

Immigrazione di Rimpiazzo - Il fanfulla della Lega si sta rendendo conto di essere preso in giro e cerca di scaricare sugli alleati di governo il fallimento della sua politica irriverente e inconcludente


Sui migranti Salvini si sente solo e attacca Trenta e Tria, poi smentisce

7 Luglio 2019 - 11:23 

Duro scambio di accuse fra Viminale e ministero della Difesa


Sui migranti si ripete il copione della settimana scorsa. Cambia il nome della nave, la Alex della Ong Mediterranea che, come la Sea Watch di Carola Rackete, ha forzato il blocco navale italiano e adesso è attraccata a Lampedusa. Ma c’è una differenza fondamentale: l’esplicito scontro fra le due parti del governo.

È uno scambio di attacchi durissimo quello che è avvenuto fra la serata di ieri e la mattina di oggi, domenica 7 luglio, nato con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha detto di sentirsi politicamente solo sulla questione migranti, riferendosi in particolare ai ministri Trenta e Tria. E chiamando in causa anche la Germania.

Salvini contro Trenta e Tria

La lunga diretta Facebook di Salvini, all’ora di cena, è l’emblema di un chiaro scontro interno all’esecutivo sulla questione migratoria. “Ogni tanto mi sento politicamente solo. Chiederò al ministro della Difesa e dell’Economia di aiutarci in questa battaglia di civiltà, di legalità” dice il vicepremier ai suoi follower. E poi attacca i ministri della Difesa Elisabetta Trenta e dell’Economia Giovanni Tria: “Mi farebbe piacere che fossero al nostro fianco, al fianco del popolo italiano, altrimenti è un precedente pericolosissimo”. Ma non finisce qui.

Salvini va oltre, interrogandosi sul ruolo delle navi militari italiane, ovvero se sia di “far rispettare le leggi e i confini o se servono da scorta per la navi fuorilegge”. Il problema, in sostanza, sta nel fatto che il leader del Carroccio avrebbe voluto l’impiego delle navi per il blocco marittimo, mentre la Difesa afferma di avere offerto il proprio aiuto per portare i migranti a Malta.

Un aiuto che, così risponde tranchant la ministra Trenta, il Viminale ha rifiutato: “Da giorni abbiamo offerto supporto al Viminale sulla situazione di queste ore e il Viminale lo ha respinto, in più di una occasione. Questi sono i fatti”. In seguito arriva un’altra replica dalla Difesa, con toni ancora più duri: “Quanto riportato in queste ore ci sorprende, siamo alla mitologia. Lo ripetiamo: esigiamo rispetto per i nostri militari”.
Germania chiede porti aperti, Salvini: “Non se ne parla”

La diretta sui social di Salvini è stata anche l’occasione per rispondere alla lettera del ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, che aveva chiesto al Viminale di aprire i porti facendo appello anche “ai nostri condivisi valori cristiani” e ricordando che l’Italia ha più volte beneficiato della solidarietà di Europa e Germania. Di aprire i porti “non se ne parla”, ha detto Salvini.

Il vicepremier leghista ha lanciato una stoccata anche al ministro Tria, il cui figlio si sarebbe trovato sulla nave Ong Alex. In mattinata, arriva invece da Salvini un comunicato conciliante sull’operato del ministero della Difesa, dato che il Viminale “non ha agito da solo e non ha rifiutato la collaborazione di altri ministeri”, tanto che “Alex&Co aveva una interlocuzione aperta anche con Guardia di Finanza e Guardia Costiera”.

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