L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 17 luglio 2019

NoTav - comportamenti adeguati per un'opera inutile dannosa costosa

Tav:giudici, arbitraria condotta polizia

Sentenza su scontri avvenuti nel 2015, No Tav assolti


Redazione ANSATORINO
16 luglio 201917:31NEWS

(ANSA) - TORINO, 16 LUG - Fu "illegittima" la condotta tenuta dalla polizia durante gli scontri avvenuti il 3 ottobre 2015 in Valle di Susa durante un'iniziativa No Tav. Lo scrive il tribunale di Torino nel motivare le assoluzioni di due attivisti accusati di resistenza e oltraggio: nel loro caso è stata applicata la causa di non punibilità per reazione a "un atto arbitrario".
Il movimento No Tav organizzò una "passeggiata" con 5 europarlamentari verso l'area presidiata dalla polizia. Dopo una trattativa si decise che i deputati (in "visita ispettiva") potevano proseguire il cammino insieme a 10/15 persone. Ma a quel punto, "verosimilmente per un difetto di comprensione tra i poliziotti", le forze dell'ordine tentarono ugualmente di bloccare i No Tav. "Nonostante non si fosse verificata alcuna situazione di pericolo per l'ordine pubblico - scrivono i giudici - la polizia attuò un'azione di pressione, di spinta e di respingimento anche con scudi che, al contrario, mise a repentaglio la sicurezza dei presenti".

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