L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 luglio 2019

NoTav - sono trent'anni che cercano di fermare anche per via giudiziaria l'intelligenza dei valligiani

post — 4 Luglio 2019 at 22:50
Arresti ad orologeria, tutt* liber*!


E’ scattata oggi all’alba un’operazione che ha colpito diverse persone tra la Valle, Torino ed altre città d’Italia quali Roma, Venezia, Firenze, Modena e Pisa.

7 arresti domiciliari con restrizioni e 10 obblighi di firma, tutti per i fatti del settembre 2017 quando migliaia di persone per giorni manifestarono a Torino e Venaria contro il G7 del lavoro, kermesse e vetrina per i potenti del mondo riuniti per capire come continuare le politiche di sfruttamento e precarietà con le quali dobbiamo fare i conti quotidianamente. Erano gli ultimi mesi del regno PD e del governo Renzi, Torino fu militarizzata con vere e proprie zone rosse per permettere allo staff dei potenti di potersi abbeverare e solllazzare in tutta tranquillità. Ci furono 3 giorni di assemblee, iniziative e infine una grande manifestazione a Venaria con in testa una ghigliottina e delle brioches che raggiunse la Reggia, dove i politici erano radunati, …più evocativo di così!

Una di queste giornate è quindi finita sotto la lente della zelante procura Torinese, guarda casa il pm Pedrotta nota alle cronache per la persecuzione al movimento No Tav e a quello antagonista che, rimasta orfana dei suoi due colleghi (uno in pensione, l’altro trasferito ed indagato a più riprese), cerca ancora qualche rivalsa nei confronti di chi si batte per i diritti sociali e ambientali (non sarà anche lei prossima allo trasferimento? lo scopriremo…).

La sua richiesta del carcere non è stata accolta, ma gli arresti domiciliari e qualche firma sì, il tutto basato su un’inchiesta che nella scala di “fuffa” da 0 a 10 raggiunge forse uno dei punteggi più alti mai collezionati dalla procura cittadina.

Siamo costretti a fare qualche esempio per rendere l’idea….perle su perle, la prosa è fiacca ma la fantasia galoppa.

“Le figure degli istigatori e coordinatori” se si trovano davanti è “a mo d’incitamento e garanzia” se si trovano “nelle retrovie” svolgono “un’opera di supervisione e controllo”.

“Nondimeno merita precisare che, trattandosi di figure di indubbia nonché riconosciuta caratura all’interno del contesto indagato la loro semplice presenza (…) fungeva da incentivo, da rassicurazione e, al contempo, da avvallo per gli altri manifestanti” e poi giù di condotte “formalmente contestate solo a taluni indagati” ma che hanno “finito per rafforzare gli altrui propositi di reato e le conseguenti azioni criminose non già meramente presenziando alla realizzazione ma piuttosto galvanizzando i materiali esecutori”…

Resa l’idea evidenziamo l’incredibile tempistica di questa operazione a quasi due anni dai fatti contestati, che cade oggi proprio a ridosso del campeggio estivo No Tav e del Festival ad alta Felicità. Esattamente la stessa cosa che la procura organizzò un anno fa arrestando il direttore artistico del festival ed altre figure organizzatrici. Esattamente lo stesso pm e lo stesso gip a firmare le misure…insomma, se pensano che così facendo potranno in qualche modo danneggiarci si sbagliano di grosso. Se pensano che questo giochino non sia chiaro e patetico forse dovrebbero ragionare con più lucidità.

C’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre, questa è l’unica verità che conta e può fare la differenza.

Stella, Mattia, Umbe, Donato, Andrea, Giorgio, Dario, Mc, Nico, Stefano, Giuseppe, Niccolò, Dani, Gino, Vitto, Antonio, Jacopo LIBER* SUBITO! Vi aspettiamo in Valle!

http://www.notav.info/post/arresti-ad-orologeria-tutt-liber/

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