L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 luglio 2019

Roma - guerra alla Raggi - le femministe vogliono continuare ad avere la loro prebenda non vogliono pagare l'affitto. E il Messagero di Caltagirone sempre in prima fila a spalare melma

Femministe contro Virginia Raggi: «Vuole far morire la Casa Internazionale delle Donne»

Domenica 14 Luglio 2019 di Franca Giansoldati


Non ci sono solo le femministe storiche ma anche tanta, tanta gente comune ad accusare la Sindaca di Roma, Virginia Raggia non voler trovare alcuna soluzione per il futuro della Casa Internazionale delle Donne, un luogo storico di Roma che, in assenza di un accordi con il Comune, rischia di spegnersi.

Nonostante le difficoltà in questi mesi la Casa delle Donne ha continuato a fare cultura, promuovere il dialogo, far avanzare il cammino dell'inclusione di genere. L'ultima a farsi sentire per chiedere conto del disastro in corso è stata la senatrice Monica Cirinnà. «La Raggi se è davvero convinta, come afferma, che la Casa sia una risorsa per tutti e per tutte, allora la tratti come un bene comune assumendosi le conseguenti responsabilità. Altrimenti nell'incertezza del continuo esercizio del benaltrismo tipicamente pentastellato Roma muore, così come muoiono i suoi luoghi più belli e importanti e la cultura della solidarietà».

Di fatto sta boccheggiando anche la Casa Internazionale delle Donne di via della Lungara, il simbolo nazionale di tante lotte, dal divorzio alla violenza di genere. Il pasticcio è venuto a galla due anni fa, quando la Sindaca ha bloccato ogni contatto, revocando la convenzione e chiedendo di saldare subito il debito di 800 mila euro. La vicenda è andata avanti trascinandosi senza costrutto fino ad arrivare ad oggi.

La scorsa settimana c'è stata una conferenza stampa dove le responsabili della Casa delle Donne hanno spiegato i termini di una vicenda surreale. Il Comune avrebbe chiesto di non procedere ad organizzare nessuno spettacolo estivo, dibattito o evento perché i gestori non avrebbero più la disponibilità del bene immobiliare. Dimenticando tuttavia che la Casa delle Donne ha vinto un bando per l'Estate Romana con un finanziamento (di 28 mila euro) che è stato negato. Da qualche mese si è aperta una sottoscrizione popolare per salvare l'istituzione femminile.

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