L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 10 luglio 2019

Roma - Guerra alla Raggi - si fanno forti l'uno con l'altro, sono tutti percettori di prebende da Gasman e i film sovvenzionati da Zingaretti il burocrate a Rita della Chiesa assunta in pianta stabile nelle reti televisive dello zombi Berlusconi


10 Luglio 2019 - Comunicazione, Politica
di Francesca Scoleri

L’onestà intellettuale è un valore e in sua assenza, l’individuo con la credibilità ha ben poco da spartire. Nonostante le apparenze, come nel caso dei vip che simultaneamente hanno sferrato attacchi via Facebook, Twitter, Instagram piccioni viaggiatori e qualunque mezzo di comunicazione, contro Virginia Raggi sindaco di Roma.

Oggi le aspre critiche e gli inviti alle dimissioni del primo cittadino romano, riguardano i cumuli di immondizia diffusi ovunque nella capitale, ma ragioni fondate, fanno pensare a pretesti che risiedono altrove; nel preconcetto, nell’ideologia farlocca di ricchi borghesi che fingono di avere a cuore la Cosa Pubblica e il bene comune.

Hanno bisogno di sentirsi vivi, di lanciare slogan; hanno canali social con cui, come tutti, arrivano direttamente al pubblico senza alcun filtro e allora, quale ghiotta occasione di provare il brivido dell’essere eroi per un giorno, per un tweet, per un post…

Tanti Napalm51 coatti o raffinati, dei Parioli.

Individuato il nemico, il fuoco può aprirsi. Virginia Raggi è il bersaglio perfetto per l’opulenta società che non si è mai ne’ vista ne’ sentita negli anni passati quando le decisioni che riguardavano la loro città, erano prese da mafiosi, da corrotti, da galeotti, da rigurgiti della banda della Magliana. Prima andava tutto bene perchè la condizione della Roma bene era intatta e nulla poteva alterare lo stato di benessere di cui pochi e privilegiati godevano.

“Anche stanotte per la puzza non si dormirà. Grazie da Vignaclara, sindaco Raggi”; cosi pigolaRita Dalla Chiesa, Madonnina finta dei quartieri alti. Tenera come il tonno buono, commenta l’ascesa di Salvini con giubilo: “Forse c’era bisogno in questo momento di un po’ di concretezza. Su alcune cose non sono d’accordo con lui, ma vedo fermezza, concretezza e tanta gente che lo segue e lo ama…” “Non bisogna dare del razzista o dello xenofobo a chi crede in Salvini”.

Nel 2016, il centrodestra voleva candidarla a Sindaco ma lei rifiutò dicendo che per fare politica bisogna sporcarsi le mani e lei non ne è capace; negli anni passati a Mediaset ha sporcato ben altro che le mani ma la confusione alberga in quella donna tanto che in un’intervista dice: “”Ho votato Berlusconi, ultimamente sono vicina a Renzi” e ancora “Ho portato avanti delle battaglie della sinistra anche quando ho votato Berlusconi, e delle battaglie della destra quando stavo con la sinistra”.

Come lo spieghi ad un soggetto simile che la Raggi fa il suo per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti e in regione nessuno si preoccupa di portare a termine il ciclo dello smaltimento?

Lino Banfi “Roma è cambiata davvero. In peggio. Ci sono più topi di prima”. Però sono spariti gli avvoltoi e le gazze ladre e questo conta di più. Ci vuole tempo per cambiare volto ad una città deturpata dalla suburra ma gente tanto fedele a Berlusconi, con quale coraggio si pronuncia? E Lino Banfi di fedeltà verso il mafioso di Arcore ne ha tanta da dichiarare “…gli vorrò sempre bene anche se un giorno ammazza 122 persone e sempre lo Vo-te-ro’”

Pesa condividere l’aria con gente simile, altro che la monnezza…

Gente come Claudio Amendola che ha trovato tempo e modo di lamentarsi dell’amministrazione Raggi dopo pochi mesi dall’insediamento “Roma paralizzata e invivibile. Mai come ora”. Persone che non hanno il senso del proprio grado culturale mi pare ovvio. Una città come Roma, dove urge un autogoverno in quanto più popolata di una regione, andava sistemata in pochi mesi perché lo dicono quelli che, per citare Mario Brega “…io mica so’ comunista così, sa’! So’ comunista così!”.

E poi ci sono le fotografie di Messina piena di immondizia spacciate per fotografie fatte nei quartieri romani bye Alessandro Gassman smascherato in rete; la risposta alla gaffe è stata peggiore della gaffe stessa: mi serviva una fotografia della monnezza per simboleggiare il problema. Ma se Roma è sommersa dai rifiuti che motivo hai di prendere in prestito quelli di Messina?

La lista dei Napalm51 anti Raggi è davvero lunga: Anna Foglietta, Elena Santarelli, Caterina Balivo e molti altri,

Sia chiaro, tutti hanno diritto di pronunciarsi sullo stato della propria città e sull’operato della propria amministrazione ma basando la critica su fatti oggettivi perché le periferie abbandonate a se stesse, non hanno portavoce che passeggiano sulle passerelle di Venezia o Cannes e chi approfitta della propria condizione per fare politica a danno di chi non ha la responsabilità del degrado della capitale, non è degna del successo che il pubblico e non altri, possono conferire.

I vip, saranno in grado di comunicare nei propri canali social, il fatto che, a fronte dell’emergenza rifiuti, è dovuto intervenire il governo nazionale portando Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, a compiere il proprio dovere, quello verso il quale si era astenuto per favorire il gioco sporco di Caltagirone e della sua stampa manipolata ?

Il sito Affariitaliani.it parla di “fallito golpe”. “Dal quartiere generale dell’imprenditore-editore i ben informati raccontano il bruciore di una sconfitta perché il “golpe alla romana” prevedeva due fasi: far salire la tensione inchiodando alle sue responsabilità il sindaco e la giunta “leggera” come il quotidiano di via del Tritone e poi trovare una specie di salvatore della patria che doveva marciare sul Campidoglio in una manifestazione cittadina spontanea e dare il colpo finale alla mala gestione di Roma”.

E come sempre, quello che si trova dietro macchinazioni incomprensibili, incendi, sabotaggi ad impianti fondamentali allo smaltimento rifiuti e soprattutto, dietro l’ondata di attacchi senza sosta al nemico di turno, è la gestione del potere per finalità che nelle tasche dei cittadini non portano nulla. Tolgono e tanto.

I signori vip sono invitati a documentarsi prima di indossare i panni di Napalm51


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