L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 luglio 2019

Roma - guerra della monnezza - i mandanti degli incendi dolosi dei TMB della città sono il Messaggero di Caltagirone, il Tg2 del fanfulla della Lega e il burocrate Zingaretti per non parlare della manutenzione in contemporanea dei TMB privati ma gestiti, malamente, dal commissario indicato dalla magistratura

Rifiuti Roma, Castaldo (M5S): «L’informazione italiana? Pensa solamente a produrre una valanga di fake news contro Virginia Raggi»

Silenzi e FalsitàPOSTED ON LUGLIO 11, 2019


«In questi giorni sto leggendo una marea di inesattezze e bugie su Virginia Raggi e sulla gestione dei rifiuti a Roma. Sono stanco di leggere balle su balle, e penso sia giusto spiegare la verità dei fatti».

Così l’eurodeputato del M5S e vicepresidente dell’Europarlamento, Fabio Massimo Castaldo, in un post sulla sua pagina Facebook.

L’esponente 5Stelle ricorda che il ciclo di gestione dei rifiuti si articola in 3 fasi:

1. Raccolta (in capo ad AMA e al Comune)
2. Trattamento con eventuale fase di Trasbordo provvisorio: questa fase è in capo a società autorizzate dalla Regione su indicazione del Comune di Aree bianche in cui realizzare gli impianti. Per il ciclo del Comune di Roma ci sono 4 impianti TMB (trattamento meccanico biologico)
3. Smaltimento (in capo ad impianti indicati dalla Regione quali discariche e inceneritori)

«Il problema della spazzatura a Roma» spiega «non risiede nella fase raccolta, che è in capo ad AMA e al Comune, ma nella fase di smaltimento dei rifiuti. Qual è l’ente che dovrebbe occuparsi di questa fase della filiera di gestione del rifiuto? Non è il Comune ma la Regione, in questo caso la Regione Lazio».

«Nel caso di Roma, purtroppo, la Regione Lazio non si è dotata di un serio e attuale piano di smaltimento rifiuti: l’ultimo risale al 2012, realizzato dalla giunta Polverini. Ovviamente, negli ultimi 7 anni, la situazione rifiuti si è radicalmente trasformata nella Capitale.
Anzitutto, nel 2013, Marino e Zingaretti decisero di chiudere (giustamente) la discarica di Malagrotta, che contava una superficie di 240 ettari! Decisione sacrosanta, ma nessuno di loro pensò a una seria alternativa. 
Dal 2013 a oggi le due giunte Zingaretti non hanno prodotto nessuna scelta su un nuovo sito che potesse sostituire Malagrotta» 
prosegue «A questo immobilismo vanno sommati altri aspetti rilevanti. In primis, nel 2017, è stato anche chiuso l’inceneritore di Colleferro. La Regione attiva quindi, nel 2018, due centri TMB per il trasbordo provvisorio dei rifiuti: Rocca Cencia e Salario. A marzo 2018 però un incendio doloso devasta il TMB di Rocca Cencia, seguito da un secondo incendio a dicembre che distrugge il TMB di Salario».

«La nostra Capitale rimane quindi sia senza un piano di smaltimento di rifiuti (fase 3), sia senza adeguati impianti di trasbordo provvisorio (fase 2). Ecco quindi che l’AMA e il Comune di Roma si ritrovano senza indicazioni su dove portare il pattume» spiega ancora Castaldo «Ovviamente, la nostra Virginia non è rimasta a guardare: la Sindaca ha bandito appalti regolari per il trattamento dei rifiuti, ma le gare sono andate regolarmente deserte. Come mai? Vi basti sapere che l’Antitrust sta indagando su 
possibili cartelli fra operatori, che potrebbero essere interessati ad aggravare l’emergenza per ritornare alle gare dirette su cui possono lucrare di più».

«Virginia» continua l’europarlamentare «si appella quindi a Zingaretti perchè vari finalmente il Piano rifiuti, per cui a gennaio 2019 la Città Metropolitana ha consegnato alla Regione la lista delle “aree bianche” dei nuovi impianti. Ma, ovviamente, nulla si è mosso. Intanto, dei tre Tmb rimasti, i due di Colari annunciano in contemporanea un programma di manutenzione da giugno a settembre, col taglio della capienza giornaliera da 1250 tonnellate a 500. Come potete facilmente evincere da questa spiegazione, non può essere ritenuto responsabile il Comune di Roma per questa emergenza dei rifiuti. Pensate che addirittura il TAR, con due diverse sentenze nel 2016 e nel 2018, ha ordinato alla Regione Lazio di “individuare la rete integrata ed adeguata di impianti di smaltimento rifiuti in ambito regionale” perchè 
“crearla spetta alla Regione e non allo Stato”, 
e minacciano in caso di inerzia l’arrivo di “un Commissario ad acta” nominato dal prefetto. Inutile ribadire che nulla si è mosso.»

«Giornali e TV dovrebbero spiegare adeguatamente la verità dei fatti, ricostruendo la storia dettaglio per dettaglio! E invece, cosa fa l’informazione italiana? Pensa solamente a produrre una valanga di Fake news contro Virginia Raggi! Io dico basta a questa serie infinita di BALLE! Aiutiamo Virginia e i cittadini romani, fate leggere a tutti questo post,» conclude.


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