L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 luglio 2019

Roma - la guerra della monnezza - Virginia contro il Sistema massonico mafioso politico che è avvelenato per cinque anni non ha potuto/può mangiare nella greppia della capitale, dove i conti cominciano ad essere a posto sono chiari e trasparenti

Alessandro Di Battista difende Raggi (nel silenzio del 5 Stelle): “Tutti vogliono buttarla giù”

Alessandro Di Battista ha difeso Virginia Raggi con un post su Facebook: “Se fosse stata una del “sistema” Zingaretti avrebbe scritto un’ordinanza più bella della Divina Commedia e gli impianti del Lazio starebbero tutti a lavorare alla grande. Tutti, ma dico tutti, si sono messi in testa di buttarla giù. Coraggio Virginia, siamo tutti con te”.

POLITICA ROMA E LAZIOROMACOMUNE DI ROMA 8 LUGLIO 2019 10:35 di Enrico Tata

in foto: Alessandro Di Battista

Virginia Raggi

All'appello non è mancato nessuno dei consiglieri comunali e in generale degli esponenti romani del Movimento. Tutti si sono affrettati a dare manforte a Virginia Raggi, con numerosi post sui social network, per attaccare la Regione Lazio e difendere la sindaca in merito all'emergenza rifiuti nella Capitale. Ma a livello nazionale c'è stato, per ora, silenzio: nessun ministro, nessun parlamentare di punta ha preso apertamente le difese della prima cittadina. Il primo, e per ora l'unico, a farlo è stato Alessandro Di Battista, che ieri sera su Facebook ha scritto un lungo post per esprimere vicinanza alla sindaca, anche se alla questione rifiuti ha riservato solo un accenno: "Se avesse detto SÌ alle Olimpiadi di Caltagirone oggi sarebbe l’eroina del sistema. Se avesse chiuso un occhio davanti al crimine organizzato (leggete quel che dice Nicola Morra sui clan mafiosi a Roma) oggi vivrebbe più tranquilla", ha scritto Di Battista facendo implicito riferimento alle polemiche scoppiate dopo l'aggiudicazione delle Olimpiadi invernali del 2026 a Milano, dopo che Raggi aveva detto no alla candidatura di Roma per quelle estive.

"Se fosse stata una del “sistema” Zingaretti avrebbe scritto un’ordinanza più bella della Divina Commedia e gli impianti del Lazio starebbero tutti a lavorare alla grande", ha commentato ancora facendo riferimento all'ordinanza della Regione Lazio emanata con l'obiettivo di aiutare la Capitale a risolvere la crisi dei rifiuti. E ancora, ha scritto Di Battista, "se fosse stata una del “sistema” i giornaloni non avrebbero mai pubblicato 324 articoli su Spelacchio e così pochi sull’abbattimento delle villette dei criminali. Se fosse stata una sindaca del PD la Rai avrebbe già mandato in onda una fiction su di lei. Ma è del Movimento, non si è piegata al malaffare e combatte. E tutti, ma dico tutti, si sono messi in testa di buttarla giù. Coraggio Virginia, siamo tutti con te".


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