L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 luglio 2019

S-400 creano problemi veri all'interno della Nato e sulle sue basi dentro la Turchia


12 LUGLIO 2019

Se n’é discusso per diversi mesi, ma dopo il lungo braccio di ferro tra Washington e Ankara, la Turchia ha acquisito ufficialmente il primo sistema missilistico antiaereo di fabbricazione russa S-400 – sistema che a Mosca era stato pubblicizzato fin dal primo momento come “F-35 killer”. Il primo lotto sarebbe stato scaricato oggi nel porto di Istanbul.

A renderlo noto al mondo è stato lo stesso ministero della Difesa turco, che in una nota ufficiale ha dichiarato: “La consegna della prima spedizione di parti del sistema di difesa missilistico a lungo raggio S-400 è iniziata il 12 luglio alla base aerea di Murted Hava ad Ankara”. Si attende dunque la reazione degli alleati della Nato, e l’ira della Casa Bianca, che temeva la compromissione di informazioni sensibili riguardanti i caccia di ultima generazione F-35 che dovranno formare la punta di diamante delle forze aeree del blocco occidentale, compresa quella turca, e che se impiegati in esercitazioni con il sistema d’arma russo potrebbero rivelare al Cremlino dati tecnici e prestazionali coperti da segreto militare. La possibilità che il Pentagono imponga di estromettere la Turchia dal programma Joint Strike Fighter e congeli tutte le commesse ora rischia di diventare una certezza, gelando i rapporti con l’alleato orientale.

Il processo di consegna del sistema missilistico russo di difesa che iniziato stamani, riportano i media locali, proseguirà nei prossimi giorni per essere completato nelle prossime settimane. Secondo una nota divulgata dall’autorità responsabile dell’industria della Difesa di Ankara – la stessa che ha firmato il contratto per gli S-400 con l’azienda statale che si occupa di esportazione di armi fabbricate dalla Federazione, la Rosoboronexport – saranno “le autorità competenti” a decidere “come verrà utilizzato” il sistema e dove verrà dislocato. In base alle stime fatte, lo schieramento e la piena operatività dei missili verrà raggiunta nel mese di ottobre.

Il Sistema S-400

Il sistema Surface-to-Air S-400, classificato dalla Nato come il nome in codice “Growler”, è un sistema di difesa antiaerea che comprende per ogni unità otto lanciatori con una dotazione di 112 missili. La piattaforma, capace di tracciare oltre 30 obiettivi contemporaneamente ha un raggio d’azione di oltre 400 km e suoi missili possono raggiunge una velocità di Mach 2.3/9. Secondo fonti russe l’S-400 sarebbe efficace anche contro i caccia stealth di quinta generazione F-35 Joint Strike Fighter. Il prezzo unitario di questo sistema missilistico di difesa aerea è 400 milioni di dollari. Il sistema come sopracitato è stato a lungo motivo di forte tensione tra gli Stati Uniti e la Turchia, portando il Pentagono a riconsiderare le richieste di Ankara riguardo la fornitura di un sistema d’arma avanzato per difendere il proprio spazio aereo – in precedenza negato – e convincendo Washington ad offrire il sistema missilistico Patriot all’alleato turco. A suo tempo Ankara a dichiarò che “la proposta” sarebbe stata “valutata” seriamente, dato il “generale allentamento” che gli Usa avevano concesso sull’argomento. In quel guanto di velluto, tuttavia, già si celava la ferrea minaccia di bloccare la commessa di F-35 accordata con la Turchia. Minaccia che adesso sembra essersi definitivamente concretizzata data la scelta di Ankara, che non è tornata sui propri passi.

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