L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 luglio 2019

Stati Uniti Gran Bretagna si scontrano due metodi approcci nella gestione-visione del mondo diversi

Le frasi dell'ambasciatore britannico che hanno fatto infuriare Trump

Kim Darroch, nei rapporti da inviare in madrepatria, aveva parlato di un'amministrazione Usa "inetta", gestita da un uomo "insicuro" e "incompetente"

09 luglio 2019,17:44

ALEX WONG / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP
Kim Darroch

È bufera tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l'ambasciatore di Londra a Washington, Kim Darroch. La causa sono alcune frasi contenute in un documento e pubblicate dal Mail on Sunday che tratteggiano un'amministrazione Usa "inetta", gestita da un uomo "insicuro" e "incompetente" al quale bisogna parlare in modo semplice, quasi ottuso, ma che tuttavia potrebbe vincere di nuovo nel 2020 grazie a una base elettorale quasi esclusivamente bianca. Frasi, assai gravi, che non sarebbero ancora state smentite dal governo britannico.

L'inquilino della Casa Bianca, su Twitter, ha annunciato che non avrà più niente a che fare con Darroch, presunto autore di questo cablo: "Non conosco l'ambasciatore, ma negli Stati Uniti non piace o non si pensa bene del suo lavoro. Non avremo più nulla a che fare con lui".
Le frasi incriminate
A detta di Darroch, considerato uno dei maggiori diplomatici britannici, la presidenza di Trump potrebbe "tracollare e bruciare", ossia "finire in disgrazia". "Veramente noi non crediamo che questa amministrazione possa normalizzarsi, ovvero diventare meno disfunzionale, meno imprevedibile, meno spaccata in fazioni, meno goffa e inetta dal punto di vista diplomatico"
L'attuale capo della Casa Bianca viene definito "incompetente" e "insicuro"; quanto alle "viziose lotte interne ed il caos" alla Casa Bianca, Darroch afferma che "sono vere per la maggior parte"
Quanto alla recente visita di Stato in Gran Bretagna, nei dispacci si sottolinea che il presidente e il suo staff sono rimasti "abbagliati" ma si avverte anche che gli Stati Uniti rimangono interessati solo a se' stessi, è pur sempre il "Paese dell'America first"
Sulle accuse di collusione tra la squadra di Trump e la Russia, secondo l'ambasciatore britannico "il peggio non si può escludere".
Anche il giudizio sulla politica estera di Trump, in particolare per quello che concerne il dossier iraniano, è devastante: in uno dei documenti più recenti, datato 22 giugno, Darroch definisce "incoerente e caotica" la strategia di Trump, mentre "non sta in piedi" l'affermazione del presidente secondo cui un attacco missilistico nei confronti di Teheran era stato da lui annullata all'ultimo minuto per non correre il rischio di uccidere 150 civili. "È invece più probabile che non è mai stato pienamente a bordo e che fosse preoccupato che l'apparente dismissione delle sue promesse fatte in campagna elettorale nel 2016 gli si sarebbe ritorta contro nel 2020", ossia alla prossima elezione presidenziale.

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