L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 23 agosto 2019

Dalla padella alla brace - Corrotto euroimbecille Pd con lo zombi M5S, avanzano i diritti civili, dimentichiamo diritti sociali. Salute pubblica ciao ciao

C’E’ POCO DA RIDERE. QUESTA E’ LA LORO “FUNZIONE”. ED E’ TERRIBILE.

Maurizio Blondet 21 Agosto 2019 

di Gianluca Marletta


Di fronte alle immagini della Cirinnà, stamani, alcuni ridono, altri gridano all’invasamento. In realtà, c’è poco da ridere. Se qualcuno ha mai avuto a che fare – direttamente o meno – con fenomeni di “possessione” o di “vessazione” saprà certamente che si tratta di cose che non suscitano nessuna ilarità (a dir poco).
Ma non è su questo piano che voglio portare il discorso. Perché al di là dei problemi “individuali” della Cirinnà, essa non fa che manifestare la natura di un mondo (il suo) che non è altro che una immensa fabbrica d’infelicità e di dolore.
E non sto parlando della “normale” insoddisfazione o infelicità umana…
ANNI FA, CONOBBI DELLE RAGAZZE che lavoravano in una libreria femminista di Roma (oggi chiusa, grazie al Cielo). Quello che mi raccontavano era da horror! La “capa” era una spietata virago continuamente intenta alla predazione sessuale delle sue sottoposte. Un’altra di queste, ogni volta che beveva o fumava, finiva per “titillare” sessualmente il suo cagnolino….
Il mondo femminista, LGBT, radical é questo: un distillato di dissoluzione terminale che olezza terribilmente di cadavere. Inutile dire che, se davvero il mondo che costoro “sognano” si realizzasse davvero, esso crollerebbe all’istante nelle sue stesse macerie.
Ma infondo, è proprio questa la TERRIBILE FUNZIONE che certi esseri assolvono: il condurre il mondo ad un punto tale oltre il quale sarà assolutamente inevitabile un CAPOVOLGIMENTO, che sarà drammatico, veloce e totale, riportando la Realtà a quella Normalità che infondo non si è mai realmente perduta.
Non c’é nulla da ridere, datemi retta: solo tristezza e pena per quelli che sono e rimangono “i più illusi fra tutti gli esseri”.

Smentita . La Cirinnà NON subì un esorcism, da ragazza:


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