L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 agosto 2019

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - e come al solito la risposta della Cina alle pretese di Trump non si fanno attendere. Stati Uniti inaffidabili

Sul G7 si allunga l'ombra della guerra commerciale tra USA e Cina

Di euronews • ultimo aggiornamento: 24/08/2019 - 11:46

Diritti d'autoreREUTERS/Sergio Perez

Sul G7 di Biarritz si allungano le ombre della guerra commerciale tra USA e Cina.

Proprio questo venerdì, Pechino ha annunciato di aumentare le tariffe su beni statunitensi per un valore di circa 68 miliardi di euro.

Una misura di ritorsione adottata in risposta ai nuovi dazi statunitensi per 270 miliardi di euro che entreranno in vigore da metà settembre, scaglionati fino a dicembre.

Accompagnati, peraltro, dall'immancabile tweet-affondo di Donald Trump, che nel suo tweet ha sottolineato di voler bloccare il furto di denaro da parte cinese agli Stati Uniti.

E ha anche spronato le aziende statunitensi a cercare immediate alternative al mercato cinese a costo di traferferire le aziende e riportarle negli Stati Uniti.


È solo l'ultimo episodio della guerra commerciale tra le due potenze economiche, ma le ripercussioni si avranno a livello globale.

Sia Banca mondiale che Fondo monetario internazionale hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita per quest'anno.

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