L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 agosto 2019

e ora il Progetto Alternativo ma per farlo camminare occorre una teoria rivoluzionaria che dia vita ad un movimento rivoluzionario. Come cosa quanto produrre, ruolo dello stato italiano nel contesto internazionale. Sovranità Territoriale

UN NUOVO SISTEMA DI IDEE

Pubblicato 16/08/2019
DI GIULIETTO CHIESA


(Risposta a Victor El Blanco)
Deprediamo intere nazioni per estrarre materie prime che vengono poi lavorate a basso costo da bambini asiatici. Trasportiamo queste meravigliose creazioni artistiche made in Taiwan in giro per il mondo con navi da carico che inquinano ognuna come 50 milioni di auto. Misuriamo tutto questo con il PIL e lo chiamiamo ricchezza. Fin quando fare ricchezza significhera’ depredare, usurpare ed inquinare ci saranno sempre sbarchi, i rifiuti prolifereranno e saremo sempre piu’ divisi da quell’egoismo che e’ implicito di questo sistema. Un sistema che sta smontando pezzo per pezzo, la famiglia, la scuola, le istituzioni, la societa’ stessa. Sempre piu’ divisi, convinti di aver ragione solo noi e sempre piu’ fessi quindi. Oggi piu’ che mai serve un’ alternativa. Serve indipendentemente dall’autoritarismo, dal populismo, dall’alleanza che si firmera’ per tenere Salvini lontano dai palazzi e dalla geopolitica. Ma quale alternative possiamo costruire senza un’ideologia? Abbiamo dei pensatori che creino un nuovo sistema di idee? Ma prima ancora: esiste una classe sociale oggi alla quale esse possano far riferimento? Dimenticavo, buon ferragosto.

Altrettanto buon Ferragosto. Dirò che sono interamente d’accordo sulla “visione” che esponi.
È anche sull’ideologia da creare. Solo che non può essere come quella del xx secolo, perché tutti i parametri di riferimento sono stati modificati dalla mutazione delle forze produttive, avvenuta sotto l’impulso di una tecnologia che ha preso il sopravvento su ogni altro vettore di cambiamento, e che ha accelerato i processi facendoli tendenzialmente diventare dis-umani.
Ci vuole un nuovo “sistema di idee”, esattamente, che ci consenta di dipingere il ritratto sociopolitico del momento e quello ipotizzabile per il futuro.
Questo ancora non c’è. I pensatori ci sono, ma dovranno imparare a mettere insieme una teoria della complessità. Neanche questa ancora c’è , e non sarà il frutto del pensiero occidentale soltanto.
Anche la classe sociale di riferimento non c’è. Penso che, per le ragioni suddette, non possa essere copiata dalle forme della lotta del XX secolo. Le classi sociali di allora non ci sono più. Ci sono altre classi, la cui logica dev’essere ancora studiata perché le si possa far muovere nel senso della rottura dell’attuale sistema. Un compito immane che non può essere affidato all’intelligencija dell’Occidente, ormai troppo ottusa e corrotta per poter produrre qualcosa di utilizzabile.

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