L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 agosto 2019

Il fanfulla francese va da Putin a prendere lezioni di dialettica

Vertice Francia-Russia, Macron: “Proteste in piazza, Mosca rispetti i principi democratici”. Putin replica: “Noi non vogliamo gilet gialli”


Il faccia a faccia tra il capo dell'Eliseo e il presidente russo. nella residenza di Stato di Fort de Brégançon. Sul tavolo i conflitti in Ucraina, Siria, Libia e le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran

di F. Q. | 19 AGOSTO 2019

I conflitti in Ucraina, Siria, Libia. Le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran. Sono molti i temi sul tavolo del vertice di Fort de Brégançon, nei pressi di Marsiglia, tra Emmanuel Macron e Vladimir Putin.

Nel corso del faccia a faccia, iniziato poco dopo le 17, il capo dell’Eliseo ha invitato il presidente russo a rispettare i principi democratici e quindi anche il diritto a protestare. Da oltre un mese a Mosca si registrano proteste contro l’esclusione di molti oppositori dalle elezioni comunali del prossimo 8 settembre nella capitale russa. In due occasioni le proteste sono state autorizzate, le altre volte sono state repressecon ondate di arresti e a manganellate.

“La Russia non vuole proteste come quelle messe in piedi in Francia dal movimento dei gilet gialli“, ha replicato secco Putin, specificando che chi viola le leggi russe sulle proteste deve rispondere delle infrazioni.

I due capi di Stato hanno affrontato anche il tema della situazione di Idlib, città della Siria occidentale ultimo focolaio di resistenza delle truppe islamiste, sulla quale è in corso da mesi un’offensiva dell’esercito di Damasco. “Devo esprimere la mia profonda preoccupazione per la situazione a Idlib – ha detto Macron – La popolazione sta vivendo sotto le bombe, i bambini vengono uccisi. È vitale che il cessate il fuoco concordato a Sochi sia attuato”. E’ necessario rispettare “la tregua concordata a Sochi” e mettere fine ai bombardamenti nella regione.

“Appoggiamo gli sforzi dell’esercito siriano” per “mettere fine a queste minacce terroristiche”, ha replicato Putin, “non abbiamo mai detto che i terroristi a Idlib sarebbero stati tranquilli“, ha concluso il capo del Cremlino.

Sul fronte del conflitto in corso nell’est dell’Ucraina Putin ha utilizzato l’espressione “cauto ottimismo” parlando delle prospettive di dialogo con il nuovo presidente ucraino presidente Volodymyr Zelensky. Da parte sua Macron ha detto di auspicare che per le prossime settimane si concordi un nuovo vertice dei capi di Stato nel cosiddetto “formato Normandia” (Ucraina, Francia, Germania e Russia) per cercare di mettere fine alla guerra.

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