L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 12 agosto 2019

Il M5S è uno zombi che cammina - Non ha una visione totale della riproduzione sociale, ci sono delle priorità che hanno una gerarchia precisa. La lotta contro il Progetto Criminale dell'Euro, uno stato un governo deve essere padrone della propria moneta e di fare investimenti pubblici altro che 0,1

TUTTI GLI ERRORI DEI CINQUE STELLE

Pubblicato 11/08/2019
DI GIULIETTO CHIESA


Voto in autunno, con un governo appiccicaticcio, quale che sia. Impossibile fare previsioni sul risultato. Solo qualche nota. La prima è che mi pare che Salvini stia avendo un “giramento di testa dovuto al successo”. Si aspetta i “pieni poteri”, da solo, e non credo che li avrà. Non credo neanche che avrà tutto quello che gli annunciano i sondaggi. La crisi di governo, che ha aperto lui, indebolirà anche lui. Si tratta di vedere quanto. Per quello che riguarda i 5 Stelle, si scordino una risalita. Non ci sarà. Più probabile che ci sia una ulteriore contrazione, anche seria. Ci vorrebbe per loro, una severissima autocritica. Non tanto per quello che hanno fatto in questi 14 mesi, ma per le illusioni che hanno nutrito e distribuito in abbondanza. E, prima di tutto, per l’ignoranza politica e tattica che hanno dimostrato. Non hanno avuto un “governo 5 stelle”, che avevano promesso. Non hanno potuto (perché era sciocco proclamarlo, come invece hanno fatto) “fare da soli”. E hanno pensato che un “contratto di governo” sarebbe stato un sostituto di un’alleanza (che hanno negato fino a ieri). Invece dovranno capire che c’è alleanza e alleanza. Per esempio ci sono alleanze sociali, che sono diverse da quelle politiche. Altrimenti si resta minoranza. 
Adesso, se vogliono salvare qualche cosa, dovrebbero dire pubblicamente (in primo luogo ai loro elettori) che molte delle loro fondamenta erano sbagliate. E cominciare a correggerle. Ma, per questo, dovrebbero scegliersi una nuova leadership, eleggerla democraticamente al loro interno. E costruirsi una visione del mondo più realistica di quella che hanno al momento. 
Dubito che ci riusciranno. 
Assieme alla delusione arriveranno i lupi ad azzannare le loro terga. E sono lupi molto arrabbiati, perché sono rimasti fuori dalla mangiatoia per oltre un anno.

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