L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 15 agosto 2019

Regione Lazio - I competenti sono molto bravi ad eludere le leggi per il loro tornaconto personale e delle loro clientele

ATTUALITA' Agosto 14, 2019 posted by Guido da Landriano
ZINGARETTI DENUNCIATO ALL’ANTICORRUZIONE ED ALLA CORTE DEI CONTI PER LA QUESTIONE SANITA’


La Regione Lazio non porta bene al segretario PD che si trova ad affrontare un’altra grana di grosse dimensioni legata alle nomine regionali.

Come messo in luce da Affaritaliani, una denuncia di fronte ai Carabinieri romani mete in luce come le nomine apicali nelle aziende ospedaliere romane Asl, 1,2, 3, 6 Irccs, Spallanzani e San Camillo sarebbe avvenuta ignorando le corrette procedure previste della legge, creando quindi una pesante violazione giuridica che potrebbe avere delle ricadute anche di fronte alla Corte dei Conti.

La legge 171/2016 prevede che le nomine nella sanità della regione Lazio avvengano con una serie di bandi pubblici nel sito della Regione, con la raccolta di informazioni e di prese d’interesse, e quindi con una specifica commissione tecnica che effettua la selezione delle domande. Al contrario, per le nomine sopra citate, la giunta guidata da Zingaretti avrebbe agito creando un istituto ad hoc di proroga, oggettivamente violando la norma di legge.

L’esposto è stato fatto nei confronti dell’ANAC, attualmente senza capo, e nei confronti della Corte dei Conti, per l’eventuale danno erariale.

Non si tratta dell’ultimo scandalo che colpisce la regione Lazio: ai primi di luglio una lettera riservata trapelata rivelava la situazione caotica dell’avvocatura interna del’ente territoriale, nella quale i dipendenti erano stati assunti sulla base di raccomandazioni, anche se completamente impreparati, per cui poi si dovevano ingaggiare folle di avvocati esterni, ovviamente costosi, spesso assunti per conoscenza per un debito totale della regione pari a 26 milioni di euro. La denuncia era molto informata e proveniva dal responsabile del servizio.


Cose che possono capitare ai responsabili amministrativi di grandi enti, ma non molto compatibili con la ricerca di purezza amministrativa e gestionale spesso richiesta da molte parti politiche.

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