L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 4 agosto 2019

Roma - Il Piano rifiuti di Zingaretti partorisce una nuova Malagrotta e considerare le Province tutte eguali è demenziale. D'altra parte cosa aspettarsi da chi diventa assessore non per meriti ma solo per accordi tra cordate?

POLITICA
02/08/2019 19:50 CEST

Raggi e Zingaretti litigano sulla discarica a Roma

Nel Piano Rifiuti della Regione Lazio l'ambizione di rendere autosufficiente la Capitale. Ma la sindaca attacca: "Vogliono una nuova Malagrotta"

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ANSA/GETTY

Roma Capitale dovrà essere autosufficiente dal punto di vista del trattamento e dello smaltimento della sua spazzatura. Traduzione: nel suo territorio dovranno essere realizzati gli impianti che servono a chiudere il ciclo, compresa una discarica di servizio. Lo prevede il nuovo Piano rifiuti 2019-2025 della Regione Lazio, approvato oggi dalla giunta di Nicola Zingaretti. Ed è subito scontro con il Campidoglio di Virginia Raggi. Il governatore sottolinea che “non esisterà più una nuova Malagrotta, con la puzza e i gabbiani” e parla di “siti di conferimento di materiali inerti e trattati”. La prima cittadina a Cinque Stelle attacca: “Abbiamo aspettato la Regione Lazio 7 anni per il Piano rifiuti e ora propongono una nuova discarica a Roma, una nuova Malagrotta - ha twittato - Cosa fa Zingaretti, minaccia i romani?”.

Abbiamo aspettato la Regione Lazio 7 anni per il piano rifiuti e ora propongono una nuova discarica a Roma, una nuova Malagrotta. Cosa fa @nzingaretti minaccia i romani?

Insomma, la “guerra dei rifiuti” sembra aver sparato le sue prime cannonate, e a giudicare dalle prime battute, non saranno le ultime. Il Piano, sottolinea l’assessore regionale ai Rifiuti Massimiliano Valeriani, tende comunque a incentivare l’iniziativa pubblica - gli indizi puntano su Ama - nella realizzazione di nuovi impianti: solo per il 2019 sono stati stanziati 6 milioni dalle casse regionali, grazie a un bando per i Comuni. E se non si muoverà il pubblico allora “potranno essere realizzati dai privati”. D’altronde, insieme all’economia circolare - basata su riuso, riciclo e riduzione a monte della produzione di spazzatura - è il riequilibrio impiantistico uno dei punti cardine del Piano: ognuna delle cinque province dovrà essere autosufficiente, e sarà individuato un sub-ambito specifico per Roma Capitale, i cui livelli di differenziata sono “inferiori alla media del Lazio”: 44,5% contro 45,5%. L’obiettivo della differenziata del Piano Zingaretti è il 70% entro il 2025, e proprio su questo orizzonte si fonda l’assenza di nuovi inceneritori: “Poi, dipende - ha spiegato Zingaretti - Se la differenziata cala e i rifiuti non vengono ridotti non c’è la bacchetta magica. Se la sfida sarà raccolta dai sindaci, lo vedremo tra due-tre anni, il ciclo sarà totalmente ecosostenibile. Penso che nessun sindaco si auguri di arrivare a un inceneritore”. Quello di Colleferro sarà dismesso: al suo posto un compound “green” per estrarre materie dai rifiuti in uscita dai tmb (aprirà nel 2021). Anzi, per i primi cittadini sono previsti sostegni per chi creerà isole ecologiche e impianti di compostaggio; i cittadini poi, nel 2020, potranno usufruire della cosiddetta tariffa puntuale: più si differenzia, meno salata è la “tassa”.

Il Piano arriva mentre è ancora in vigore l’ordinanza regionale intervenuta sulla crisi di luglio: “Sono contento che abbia funzionato - ha detto Zingaretti - L’ordinanza scadrà il 30 settembre e mi auguro soluzioni. Il ministero è impegnato per il trasporto all’estero, importante tassello per la sostenibilità”. Gli impianti del Lazio si sono fatti carico, in virtù dell’ordinanza, della spazzatura di Roma, ma, ha detto ancora Zingaretti, “non si può abusare della pazienza dei sindaci”.

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