L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 5 agosto 2019

Roma - solo degli euroimbecilli alla Zingaretti-Valeriani possono equiparare la provincia di Roma alle altre, è solo un disegno politico per continuare a mettere in difficoltà l'amministrazione capitolina che da tre anni ha conti chiari trasparenti con niente disavanzi a parte il pregresso degli 12 miliardi ricevuti in eredità da Rutelli Veltroni Alemanno

Piano rifiuti, Latina punta all'autonomia

Rifiuti, Pd: "Con il nuovo Piano la nostra provincia può guadagnare l'autonomia"

Moscardelli e Giovannini plaudono al lavoro della Regione e sollecitano Virginia Raggi realizzi gli impianti per Roma non gravando più su Latina
Redazione04 agosto 2019 12:00

Il Partito Democratico pontino plaude al nuovo Piano regionale del rifiuti approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale del Lazio. “Esprimiamo piena soddisfazione – sottolineano il segretario provinciale Pd Claudio Moscardelli e il responsabile rifiuti Vincenzo Giovannini - per l’approvazione del Piano regionale rifiuti 2019/ 2025. Ora si avvia la parte osservativa di 60 giorni ai quali seguiranno i restanti 30 per la fase tecnica quindi si andrà in Consiglio regionale per l’approvazione finale. Un passo importantissimo quello fatto dalla Giunta regionale che conferma tutto ciò che prevedevano le linee guida dello stesso”.

Moscardelli e Giovannini si soffermano in particolare sull’importanza della suddivisione in ambiti ottimali provinciali che saranno 5 di cui uno specifico per Roma capitale, all’interno di ciascuno dei quali si dovrà chiudere l’intero ciclo dei rifiuti.

“Il piano prevede la valorizzazione massima del rifiuto – ricordano - e con una differenziata spinta si punterà al recupero totale riuscendo così a fare diventare lo stesso una risorsa. Avendo come obiettivo il proprio riuso totale non ci saranno più discariche e termovalorizzatori bensì impianti di lavorazione e trattamento finale dei rifiuti. E’ inoltre prevista la riconversione del termovalorizzatore di Colleferro che diventerà una stazione di recupero del rifiuto ad alta tecnologia. La nostra provincia – proseguono gli esponenti del Pd - nel proprio documento di aggiornamento al piano regionale ha dimostrato di avere un surplus di impiantistica di trattamento di rifiuti con un sbilanciamento nel nord della stessa. Quindi non ci resta che riequilibrare intervenendo con la riduzione degli stessi e prevedendo anche impianti pubblici che ci permetteranno di ottimizzare le risorse da rinvestire nei territori uscendo così dalla morsa dei privati. Ora che il piano è chiaro ci aspettiamo dalla sindaca di Roma Virginia Raggi una accelerazione sulla realizzazione di impianti di trattamento nel proprio ambito liberando così gli altri territori dalla servitù di Roma che per colpa di un sindaco che non decide lasciando la capitale piena di rifiuti sulle strade e con una differenziata al di sotto della media regionale sta condizionando gli altri territori”.

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