L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 agosto 2019

Salvini il fanfulla poteva fare una manovra di investimenti per 100 miliardi di euro x 5 anni, non l'ha fatta e ora la sua credibilità si è consumata. Bla bla bla

Italia: Salvini, necessaria manovra shock da 50 miliardi, l’Ue capirà

20 Agosto 2019 - 10:41 
20 Agosto 2019 - 11:27 

Il capo del Carroccio tiene la barra dritta: quello che ha in mente è una manovra economica da 50 miliardi di euro basata primariamente sul taglio delle tasse


L’Italia intera e la Borsa guardano a Roma dove nel pomeriggio è atteso l’intervento risolutivo del primo ministro Giuseppe Conte in Parlamento.

Nell’attesa il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini è tornato a parlare della Legge di Bilancio per il prossimo anno, uno dei tanti punti di disunione fra le due anime del governo gialloverde. «L’economia italiana ha bisogno della forza d’urto di una manovra da 50 miliardi perché una ‘manovrina’ non sarebbe di alcuna utilità», ha detto Salvini questa mattina ai microfoni di Radio 24.

Il leader leghista, che ha preannuncia anche un intervento in Senato nel pomeriggio, ha dribblato l’obiezione su una possibile reazione negativa da Bruxelles: «L’Europa lo capirà», ha bissato Salvini.


Manovra da 50 miliardi come la Germania?

Il capo del Carroccio tiene la barra dritta (il fanfulla per definizione non può tenere la barra dritta): quello che ha in mente è una manovra economica da 50 miliardi di euro basata primariamente sul taglio delle tasse. Alla domanda se ci sia possibilità di ricucire il rapporto con gli alleati di governo, Salvini risponde che dovrà prima ascoltare l’intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

«Cosa faremo oggi? Ascolteremo, prima di tutto. Vedremo, dopo questi 10 giorni, che voglia di andare avanti ci sarà. Vedremo se qualcuno ha fatto accordi, se qualcuno vuole governare e vuole fare. L’alternativa? Il voto», ha scritto in un Tweet.

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