L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 agosto 2019

sotto la bandiera terrorismo hanno portato guerra e distruzioni nel mondo

Stati Uniti: I costi di 18 anni di guerra al terrorismo islamico

21 agosto 2019 


Nei diciotto anni trascorsi da quando gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra al terrorismo islamico e nelle varie aree del mondo, soprattutto in Afghanistan e Iraq, i costi finanziari per sostenere le operazioni militari nella “guerra al terrore” dal settembre 2001 alla fine del 2019 superano i 2mila miliardi di dollari secondo i calcoli elaborati dal Watston Institute della Brown University.


Prendendo in considerazione solo i fondi a disposizione del Dipartimento della Difesa, sono stati spesi 822 miliardi in Iraq e 975 miliardi in Afghanistan, le due aree che hanno catalizzato la maggior parte degli investimenti.

Seguono i costi militari in Europa e Africa (137miliardi), Siria (54 miliardi, dal 2014) e Pakistan (10 miliardi dal 2002).

Il Pentagono prevede attualmente progetti per altri 80 miliardi di dollari fino a tutto il 2023, ma anche se tutte le operazioni terminassero entro quattro anni, lo studio stima che la spesa salirebbe di altri 808 miliardi perchè continuerebbero a essere sostenuti i costi per i veterani di guerra (finora 353 miliardi di dollari) e per gli interessi da pagare sui prestiti accesi per finanziare gli interventi (finora 716 miliardi).

Foto US DoD

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